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La defiscalizzazione dell'investimento culturale

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incentivasse il ricorso mediante agevolazioni. Tali agevolazioni, come già accadeva, ad esempio, negli Stati Uniti, furono individuate nello sgravio fiscale nei confronti dei soggetti che, a vario titolo, finanziano le iniziative culturali private e statali. A partire dalla L. 2 agosto 1982, n. 512, fino alle recenti disposizioni della L. 342 del 2000 e sue successive modificazioni, lo Stato ha introdotto e perfezionato una serie di strumenti che, nelle intenzioni, avrebbero dovuto consentire un incremento delle risorse per la cultura pubblica e privata in Italia, ma anche vantaggi per le imprese, per i professionisti, per i privati non imprenditori ed anche per lo stesso Stato, che nonostante veda, nell’immediato, diminuito il proprio prelievo fiscale, può sperare in una maggior capacità contributiva futura da parte delle imprese finanziatrici ed in un generale positivo effetto a cascata sull’economia, ad esempio in termini d’occupazione o di sviluppo del turismo culturale. Parallelamente, negli ultimissimi anni, anche a causa dell’eclatante dèbacle subita dagli investimenti di borsa, è notevolmente cresciuto l’interesse nell’investimento culturale, nella sua declinazione d’acquisto d’opere d’arte, nel tentativo, da parte di piccoli e grandi investitori di recuperare, o comunque calmierare, le forti perdite subite. Questa pratica, iniziata in tempi non sospetti da grandi realtà finanziarie quali banche, istituti assicurativi e multinazionali, ha riscosso un crescente apprezzamento anche da parte dei piccoli e medi investitori, tanto per la duplice natura dell’opera d’arte d’investimento finanziario ed estetico, quanto grazie alla messa a punto di un regime fiscale particolarmente favorevole. Di riflesso, la maggior propensione all’acquisto da parte degli investitori, ha fatto sì che il mercato rispondesse con un maggior numero d’opere e con una qualità migliore delle stesse, con un evidente benefico effetto sul panorama artistico nazionale. In questo breve elaborato saranno analizzate le principali forme d’investimento culturale e le relative norme d’agevolazione fiscale previste dal nostro ordinamento, con particolare attenzione allo strumento della sponsorizzazione e della donazione, nonché alla collezione e alla compravendita d’opere d’arte figurativa a scopo d’investimento. In conclusione saranno valutati gli esiti raggiunti ed i possibili sviluppi futuri dell’intervento privato in ambito culturale e della normativa fiscale. 6

Anteprima della Tesi di Alessandro Zilio

Anteprima della tesi: La defiscalizzazione dell'investimento culturale, Pagina 2

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Zilio Contatta »

Composta da 27 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2004 click dal 20/03/2004.

 

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