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Percezione e recezione della ''Nuova Musica'' in Italia nel secondo dopoguerra

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INTRODUZIONE L'invenzione del metodo di composizione con le dodici note in relazione con se stesse, meglio noto come «metodo dodecafonico», ha posto Arnold Schönberg - considerato suo fondatore - nella posizione di caposcuola dell’avanguardia musicale, una posizione tutt’altro che comoda, travagliata dalle continue polemiche contro quello che è stato definito un pericoloso «avanzamento del linguaggio». La tendenza didattica e la creatività hanno convissuto nella personalità di Schönberg, che giunse al metodo dodecafonico solo all’inizio degli anni Venti. I suoi primi lavori si riallacciano strettamente alla musica di Mahler e alle sue estreme conseguenze, vale a dire alla distorsione espressionista del linguaggio tradizionale. Nel 1912, con l'opera Pierrot lunaire, Schönberg raggiunse un equilibrio tra la vocazione «contenutista» e le esigenze formali. Egli sosteneva che il «materiale musicale» doveva nascere dalla «serie», ossia dalla successione di suoni, non prestabilita - come la scala - e non gerarchica, comprendente le dodici note in cui è suddiviso lo spazio di un'ottava, secondo il sistema temperato che era stato definitivamente teorizzato nel primo Settecento ed esemplificato da Bach 1 . Successivamente, però, il metodo dodecafonico seguì due diverse linee di sviluppo: le sue norme vennero adottate infatti, a diverso titolo, da Alban Berg e da Anton Webern. Il suo apparente valore eversivo fu sottolineato da Thomas Mann, e dal suo consulente Theodor Wiesengrund Adorno, nel romanzo Doktor Faustus, in cui il metodo è presentato come 1 Cfr CASINI C., Storia della musica, Milano, Rusconi, 1994, vol. II, p. 606.

Anteprima della Tesi di Marco Montanari

Anteprima della tesi: Percezione e recezione della ''Nuova Musica'' in Italia nel secondo dopoguerra, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Marco Montanari Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.