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Percezione e recezione della ''Nuova Musica'' in Italia nel secondo dopoguerra

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L'armonia era il campo in cui si sentiva più forte il bisogno di libertà. Artisti che nell'Ottocento conservarono intatta la purezza armonica e il rispetto delle regole classiche furono odiati con furore dagli innovatori, come simboli di oscurantismo retrivo 4 . E tuttavia questa battaglia dell'armonia non fu ancora che un cla- moroso aspetto esteriore della rivoluzione operata dal romanticismo sulla musica. Corrispondeva a quella fase del 1830 che è stata definita come «romanticismo dei soggetti», contrassegnata in Francia dalle grandi battaglie teatrali per il Cromwell e l'Hernani. Si trattava essenzialmente di scegliere certi argomenti piuttosto che certi altri, argomenti storici che in qualche modo riflettessero le aspirazioni dell'epoca alla libertà politica, che rivelassero all'immaginazione gli aspetti pittoreschi del Medioevo, in luogo dell'antichità classica di cui si era ormai stufi. Era, insomma, quel romanticismo temperato che fu proprio dei paesi latini, e che in musica si manifestò appunto nella brama di indipendenza armonica e, nell'opera, ancora una volta, nella scelta dei soggetti 5 . Le novità maggiori erano insomma, nell'effetto esteriore - così come il quadro storico lo ricercava nel gesto - anziché in valori pittorici. Spettava ai romantici tedeschi spingere a fondo la rivoluzione musicale. L'ideale astrattamente costruttivo che un tempo presiedeva alla creazione musicale viene necessariamente abbandonato, in seguito alla crescente soggettivazione dell'arte. Anche se mosso inconsapevolmente da un impulso dell'anima, il compositore del Settecento non si proponeva di esprimere se stesso, ma di far della musica, secondo leggi determinate ed 4 Fu il caso di Cherubini, artista pur degno di sommo rispetto, autore di musica sacra e strumentale straordinariamente ben fatta, e nella cui correttezza formale e lessicale non manca un soffio di robusta vita interiore, ma che ebbe il solo torto di sopravvivere troppo a lungo alla propria età migliore, in una posizione che troppo si prestava a farlo apparire come il tiranno della vita musicale francese. 5 Così si vide Rossini musicare il Guglielmo Tell, patriottico, medievale, inscenato tra foreste, laghi, montagne.
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Percezione e recezione della ''Nuova Musica'' in Italia nel secondo dopoguerra

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Montanari
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Emilio Sala
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

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