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Luz Das Letras - La luce delle lettere digitali per il salto brasiliano al postindustriale

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Lo scenario che si viene a delinearsi è quello di una nuova divisione internazionale del lavoro nella quale alcune aree mantengono il monopolio della ricerca scientifica e del potere politico, altre si limitano a produrre e altre ancora solo a consumare. Si vengono a stravolgere così i campi d’azione, gli spazi di potere, le modalità e le fasce di dipendenza: sono le elite scientifiche e dirigenziali a creare e monopolizzare nuove sfere di produzione, a creare e colonizzare 3 nuovi strati di consumatori, i quali non possono sottrarsi a questo nuovo dominio deciso assai prima, da altri ed altrove. E’ sicuramente vero che una schematizzazione di questo tipo è probabilmente troppo “rigida” e riduzionista in quanto difficilmente all’interno di una stessa nazione non sono compresenti tutti e quattro i momenti fondamentali, ma come afferma la Hegedus è altrettanto vero che i centri nervosi del sistema internazionale, i centri di produzione, comando ed orientamento della rete che integra ormai il mondo si trovano nel mondo sviluppato. Sulla possibilità o meno, da parte dei paesi relegati ad una semplice funzione di consumo passivo, di poter ricoprire un ruolo “meno dipendente”, sono state espresse due diverse posizioni: una sostenuta da autori come Rostow, i quali sono convinti che per accedere alla fase post-industriale occorra sviluppare prima quella dell’industrializzazione; un’altra, fatta propria da autori come la Mead o come Illich, auspica ed incoraggia a compiere il salto alla fase post-industriale, ritenuto possibile per quei paesi non ancora industrializzati, quindi poveri economicamente, ma dove si è sviluppata una certa tradizione scientifico-culturale e in grado dunque di intraprendere uno sviluppo basato sul terziario avanzato, sulla produzione di servizi per gli altri paesi industrializzati, su quella scientifica, artistica, culturale, del tempo libero. La Convivialità, accessibile fin da ora ai sottosviluppati, costerà un prezzo enorme agli sviluppati. 4 Sarebbe la Convivialità (intesa da Illich come priorità data, anche in sede di produzione, a valori come la sopravvivenza (sostenibilità), l’equità, l’autonomia creatrice, ecc.) che permetterebbe a questi paesi potenzialmente “emergenti” di diventare una società post- industriale senza le “minacce dello sviluppo industriale avanzato”: degradazione ambientale, consumo indotto ed eterodiretto, polarizzazione nel possesso degli strumenti della programmazione e della decisione. 3 Il termine è usato nell’accezione datagli da Habermas 4 I. Illich, La convivialità, Mondatori, Milano, 1974.

Anteprima della Tesi di Diego Riccardi

Anteprima della tesi: Luz Das Letras - La luce delle lettere digitali per il salto brasiliano al postindustriale, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Diego Riccardi Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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