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Gli sport estremi. Analisi teorica ed empirica del comportamento del consumatore

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13 offrissero 24 centesimi ogni volta che compare il numero sei, e 6 centesimi ogni volta che compare il numero quattro o il numero cinque, mentre si costringe a pagare 18 centesimi nel caso in cui uscisse il numero uno, due o tre gli converrebbe tentare o no? La matematica suggerisce che è meglio non giocare in quanto se il soggetto in questione accettasse la sfida rischierebbe di arrivare a casa con tre centesimi in meno. Il calcolo matematico alla base di tale conclusione è il seguente: 24 1/6 + 6 2/6 + (-18) 3/6 = 4 + 2 - 9 = -3 In altre parole, se il soggetto agisse razionalmente dovrebbe rifiutare. Ma è veramente così? Nei comportamenti umani in cui si assumono dei rischi non si prende in considerazione il modello matematico. E’ qui che entra in gioco la percezione soggettiva. Se gli esseri umani si assumessero dei rischi solo quando, in base a calcoli matematici, le aspettative di esito favorevole fossero positive, il lavoro degli psicologi sarebbe molto più semplice o - paradossalmente - non sussiterebbe affatto. Ma le persone non sempre si comportano in questo modo. Ciò non significa che gli esseri umani siano necessariamente irrazionali in ogni senso. Risultano tali solo sulla base di uno studio esclusivamente matematico. Bisogna però prendere in considerazione altri aspetti dell’individuo che giocano un ruolo fondamentale nell’adozione di comportamenti rischiosi. Cornish (1978) sostiene che il modello matematico possa rispecchiare il comportamento umano nella vita reale solo quando l’individuo possiede delle buone informazioni oggettive sulle probabilità e sui valori, e quando la finalità è quella di procurarsi una somma di denaro relativamente stabile. In queste condizioni possono predominare considerazioni razionali ed economiche. Negli ambiti di vita reale in cui si svolge il gioco d’azzardo tale modello non descrive in modo convincente il comportamento dei giocatori. Ogni individuo ha una percezione soggettiva del rischio e della probabilità di vittoria che non necessariamente coincide con quella matematica. Infatti, la maggior parte dei giocatori d’azzardo sopravvaluta la probabilità di vincere e la stima è molto differente da quella che risulta dal modello matematico. Gli psicologi hanno fatto interessanti scoperte sulla soggettività nella stima del rischio. Ad esempio, chiedendo ai membri di una squadra di football quale fosse la

Anteprima della Tesi di Valentina Montanari

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Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Valentina Montanari Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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