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Il riconoscimento del reato continuato nella fase esecutiva

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giudicati con sentenza divenuta irrevocabile dopo la pronuncia di quella impugnata, l’annullamento con rinvio della sentenza ( 6 ). L’ammissibilità della rideterminazione della pena può, secondo la giurisprudenza di legittimità ( 7 ), avvenire solo in ipotesi tassativamente previste dall’art. 671 cod. proc. pen. (il quale non trova applicazione nel caso in cui una legge successiva introduca un’attenuante non contemplata dalla precedente); né, sotto questo stesso profilo, può farsi applicazione dell’istituto della continuazione nella fase esecutiva fra una condanna inflitta dal giudice italiano ed altra inflitta da giudice straniero, ancorché vi sia stato riconoscimento in Italia, non potendo la continuazione ricomprendersi tra gli “effetti penali” della condanna ( 8 ) in base all’art. 12 n.1 cod. pen. Limite normativo al potere del giudice dell’esecuzione è costituito, per quel che concerne la continuazione, dalla circostanza che la stessa non sia stata esclusa dal giudice della cognizione: pur derogando alla regola dell’intangibilità del giudicato ( 9 ), le pronunce dei due magistrati giammai 6 Cass. II, sent. 3383 del 23.3.92 (ud. 24.9.91) rv. 189681. 7 Cass. 8 aprile 1994, in Cass. pen. 1996, 1475. 8 Cass. 14 giugno 1994, ivi 1996, 1415. 9 Alla regola fondamentale dell’intangibilità del giudicato è possibile derogare soltanto nei casi eccezionali espressamente stabiliti da specifiche norme: tra queste va annoverato l’art. 671, cod. proc. pen., che ne prevede la possibilità di concessione quando ciò consegue al riconoscimento della continuazione; Cass. III, sent. 528 del 5.3.96

Anteprima della Tesi di Rolando Santagata

Anteprima della tesi: Il riconoscimento del reato continuato nella fase esecutiva, Pagina 7

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Rolando Santagata Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

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