Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il riconoscimento del reato continuato nella fase esecutiva

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

possono porsi in contrasto. E’ stato, infatti, puntualmente rilevato che “…il legislatore, con il conferire al giudice dell’esecuzione il potere di intervenire in questa ipotesi sul calcolo della pena stessa, non ha voluto delegare funzioni e compiti che sono propri del giudice di cognizione al giudice dell’esecuzione, in modo da stravolgere la funzione propria dell’esecuzione, che è quella dell’esecuzione delle pene e non dell’irrogazione delle stesse” ( 10 ). Ne deriva che la possibilità di applicare la continuazione nella fase esecutiva presenta, oltre a quello della tipicità, il carattere della sussidiarietà rispetto al potere di cognizione (v. amplius infra Cap. II, § 1). (cc. 5.2.96) rv. 204700. In tal senso anche Cass. I, sent. 5027 del 22.1.94 (cc. 19.11.93) rv. 196134; Cass. I, sent. 2007 del 16.5.97 (cc. 12.3.97) rv. 208131. 10 P. DI RONZA, Manuale di diritto dell’esecuzione penale, Padova, 2000, 148.

Anteprima della Tesi di Rolando Santagata

Anteprima della tesi: Il riconoscimento del reato continuato nella fase esecutiva, Pagina 8

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Rolando Santagata Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2644 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.