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Maria Antonietta di Paolo Giacometti. Storia di una drammaturgia

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accarezzato, onorato. L’attore da parte sua, cerca di inserirsi nella società adottandone in pieno i canoni morali. E ancora una volta, anche sotto questo aspetto, Adelaide Ristori è un esempio compiuto: rinuncia alle bizzarrie, alle fantasie, ai capricci, all’estrosità delle grandi attrici, per assumere il tono della grande dama che fa l’attrice. Le sue mille pretese non sono quelle di un’attrice che si percepisce altra dal pubblico, ma le pretese della neo-marchesa Capranica del Grillo che ha la coscienza, di far guadagnare buoni denari agli amministratori, impresari e compagni di lavoro. Alla metà dell’Ottocento, dopo complesse e contraddittorie esperienze, il rapporto tra la sala ed il palcoscenico è statico: valori cristallizzati sono riprodotti dal grande attore; è il teatro dell’unità d’Italia, improntato all’etica liberale, al moderatismo culturale, all’immobilismo politico. Su questa situazione si conclude un momento teatrale strettamente collegati al nostro tessuto culturale; e su queste basi incomincia un’altra vicenda che si trascinerà lungo tutta la seconda metà del secolo, fin quando le polemiche sul naturalismo e sullo spiritualismo apriranno nuove prospettive al teatro italiano.

Anteprima della Tesi di Alberto Rizzo

Anteprima della tesi: Maria Antonietta di Paolo Giacometti. Storia di una drammaturgia, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Alberto Rizzo Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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