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Abuso di dipendenza economica nella disciplina del contratto

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Autonomia privata e giustizia contrattuale in una prospettiva storica "accordo" all'art. 1098. Si accoglie il principio consensualistico e si esalta la libertà contrattuale, perché la libera circolazione dei beni e libero gioco delle forze economiche crea automaticamente soddisfacenti equilibri sociali senza che l'ordinamento giuridico interferisca con limitazioni e restrizioni alla libertà contrattuale, o, in generale all'iniziativa privata. La miglior garanzia che il contratto concluso sia buono, cioè socialmente utile, è che sia voluto dalle parti contraenti. Si ritiene infatti che nel valutare i propri interessi, nessuno è miglior giudice di se stesso; l'ordinamento deve perciò lasciare ai privati ampia libertà di autodeterminarsi, di decidere, cioè, con chi stipulare un affare, se stipularlo e a quali condizioni sul presupposto che il perseguimento dell'utile individuale vale indirettamente a promuovere il benessere collettivo. Da questa breve disaminina storica delle codificazioni ottocentesche risalta in modo nitido quei principi che tuttora, anche se rivisitati e più attenuati, permeano l'ordinamento giuridico attuale. La libertà, l'autonomia contrattuale, l'uguaglianza formale degli individui di fronte alla legge, la parità di trattamento; il contatto giusto in ogni caso, se scaturito dalla libera iniziativa privata. Non c'è dubbio, quindi, che in questa epoca storica risalti il valore supremo dell' "avere": i valori esistenziali si subordinano a quelli patrimoniali. È il possesso, la proprietà individuale a determinare quella distinzione tra cittadini ritenuti tutti formalmente uguali.

Anteprima della Tesi di Moira Giacinti

Anteprima della tesi: Abuso di dipendenza economica nella disciplina del contratto, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Moira Giacinti Contatta »

Composta da 267 pagine.

 

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Consultata integralmente 32 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.