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Levinas e la scuola fenomenologica

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12 Anche per quanto riguarda la nozione di verit� Husserl si inserisce nel tracciato della filosofia tradizionale: la verit� � adaequatio rei et intellectus, l�intuizione intuitiva conferma l�intuizione simbolica, di per s� vuota, attestando o meno la corrispondenza tra pensiero ed oggetto. Non � senza una dose di ironia che L�vinas accenna brevemente al posto occupato da Dio all�interno del pensiero husserliano, quando dice: �� molto difficile prendere sul serio le brevi indicazioni su Dio che Husserl d� in Ideen cercando, nella meravigliosa riuscita del gioco delle intenzioni costituenti un mondo coerente, una prova finale dell�esistenza di Dio. La monade invita Dio stesso a costituirsi in quanto senso per un pensiero responsabile dinanzi a s�� 19 . Il cerchio si chiude; anche questo non fa altro che dimostrare che per il filosofo tedesco il pensiero � un�autonomia assoluta tanto che �la fenomenologia di Husserl �, in fin dei conti, una filosofia della libert�, di una libert� che si realizza come coscienza e si definisce attraverso di essa; di una libert� che non caratterizza solamente l�attivit� di un essere, ma che si pone prima dell�essere, e rispetto alla quale l�essere si costituisce� 20 . Giova a questo punto ricordare due delle critiche presenti ne La th�orie de l�intuition dans la ph�nom�nologie de Husserl, che si concludeva da un lato parlando dell�intellettualismo husserliano � ovvero il fatto che la rappresentazione gioca un ruolo fondamentale nella vita in quanto costituisce la forma di intenzionalit� che assicura il fondamento a tutte le altre 21 � e, dall�altro domandandosi se l�unica libert� sia quella della teoria 22 . Ora, riguardo la prima obiezione il giudizio pu� apparire pi� sfumato: �Sarebbe forse sbagliato qualificare la filosofia husserliana come 19 Ibidem, p. 52. 20 Ibidem, p. 53, corsivo mio. 21 THI, p. 171 Si vedano anche le pp. 67-68. A p. 59 e nel capitolo VII L�vinas afferma per� che la vita concreta non � pura teoria, anche se questa ha una speciale dignit�; bellezza e bruttezza, bont� e malvagit�� (le categorie pratiche ed estetiche) costituiscono le strutture ontologiche del mondo nella stessa misura delle categorie puramente teoretiche (come ad esempio la spazialit�): questo significa che l�esistenza del mondo ha una struttura ricca e differente secondo i diversi ambiti. Come si vede, il giudizio di L�vinas su questo punto non � per nulla omogeneo. 22 Ibidem, p. 173.

Anteprima della Tesi di Matteo Penati

Anteprima della tesi: Levinas e la scuola fenomenologica, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Penati Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

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