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Diritti umani e politica estera irlandese nel secondo dopoguerra

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15 Nel maggio 1980 fra Dublino e Londra si decide l’apertura di trattative ufficiali. L’8 dicembre dello stesso anno, la signora Thatcher 12 si reca a Dublino, ma lo ‘storico incontro’ viene offuscato dallo sciopero della fame verificatosi nel carcere di Maze a Long-Kesh nell’Ulster, che ha causato la morte di numerosi prigionieri. Con il governo presieduto da Fitzegerlad, si ha la costante presenza del ‘problema’ Ulster e quello della crisi economica. Sul primo, il capo del governo riesce ad ottenere qualche risultato attraverso un’intesa con il primo ministro inglese, M. Tatcher, per la costituzione di un Consiglio intergovernativo anglo-irlandese, incaricato di elaborare un progetto di risoluzione dell’annosa questione. L’iniziativa che non ha raccolto consensi né dal Fianna Fail, né dal Sinn Fein, viene corroborata da alcune proposte di modifica della costituzione irlandese finalizzate a venire incontro ai protestanti neo-irlandesi nella prospettiva dell’unificazione politica dell’isola. Il 1984 fa registrare una svolta nei rapporti fra EIRE e Gran Bretagna in relazione al problema dell’Ulster. Il governo di Fitzegerlad, orientato a limitare la protezione offerta in passato ai terroristi dell’IRA, concede l’estradizione di Dominic McGlinchey, su cui pende l’accusa di una trentina d’omicidi. Infine, pur tra proteste e attentati, nel novembre 1985 viene stipulato un accordo tra il governo di Londra e quello di Dublino. Esso prevede l’istituzione di un segretariato amministrativo congiunto e di una commissione bilaterale di ministri incaricata di esaminare i problemi riguardanti l’Ulster. E’ stata inoltre costituita una commissione mista per la sicurezza col compito di coordinare la 12 Donna politica inglese. In seguito alla vittoria del suo partito, diviene primo ministro nel maggio del 1979: la prima donna a ricoprire l’incarico. Il suo governo adotta immediatamente misure severe praticando una politica di grande rigore economico e di austerità che gli valse il nomignolo di “lady di ferro”. In campo internazionale il premier ha ottenuto un notevole successo risolvendo la crisi rhodesiana ; ha inoltre rivendicato all’Europa un autonomia maggiore, allacciando rapporti diretti con alcuni paesi e affievolendo quella posizione che sembrava essere esclusiva degli Stati Uniti. Ha manifestato un atteggiamento rigido ed intransigente anche nei confronti del mai risolto problema dell’Ulster rifiutando qualunque compromesso.

Anteprima della Tesi di Monia Donati

Anteprima della tesi: Diritti umani e politica estera irlandese nel secondo dopoguerra, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Monia Donati Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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