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Il linguaggio figurato e la comprensione delle espressioni idiomatiche

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16 Lo stesso vale per espressioni ormai cristallizzate come i muri hanno orecchi, le bugie hanno le gambe corte, e simili, in cui le immagini antropomorfiche sono ancora perfettamente percepibili. E per fare un ultimo esempio, se sentiamo dire che Manhattam è il cuore di New York, o che Central Park è il polmone verde della città, ci troviamo senz’altro di fronte a metafore “vive,” attuali. Il carattere affettivo della metafora all’interno delle espressioni idiomatiche è stato riconnesso alla sua espansione progressiva a partire da valori tematici fortemente euforici o disforici; vale a dire che “se ad un certo punto una serie di idee diviene così carica di passione che induce una parola a estendere la sua sfera e a cambiare il suo significato, possiamo tacitamente aspettarci che altre parole che appartengono allo stesso complesso emotivo metteranno in variazione il loro significato” ( Sperber H. 1923, 67). Le metafore non sarebbero così episodiche, ma tenderebbero a fare sistema, a rimotivarsi attorno a un asse tematico sensibilizzato (per esempio, l’uso coordinato di metafore usate per ridenominare i vari alimenti in tempo di guerra). L’affettività rinvia poi al corpo, e non occorre aspettare Lakoff & Johnson (1980) perché questo divenga il principale centro di espansione metaforica (Sperber H. 1923; Ullmann 1964, p.85). In modo analogo la linguistica storica ha cercato di comprendere se le metafore avessero un fondamento translinguistico, se per esempio la “comprensione” fosse stata oggetto di espressioni metaforiche equivalenti nelle varie lingue legate all’azione di “catturare”, “afferrare” (cfr. Ullmann 1964, p.81) (il che porta alla ricerca di un fondamento esperienziale delle metafore, ma anche - secondo alcuni - all’evidenziazione che molte metafore si basano su “analogie pure” non correlate nell’esperienza (Nyckees 1997, p. 51). Per altri versi la connessione tra metafora e rimotivazione linguistica è stata molto studiata in fonetica (Sapir 1929; Fonagy 1979), soprattutto per ciò che concerne le sinestesie; il fatto che si usino delle designazioni metaforiche dalle caratteristiche fonetiche e prosodiche (consonanti dure e molli, toni ascendenti e discendenti, di tensione frastica, o di forza argomentativa, ecc.) nasconderebbe delle motivazioni profonde, delle esemplificazioni metaforiche di proprietà per via intersensoriale.

Anteprima della Tesi di Laura Cuozzo

Anteprima della tesi: Il linguaggio figurato e la comprensione delle espressioni idiomatiche, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Cuozzo Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

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