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Il linguaggio figurato e la comprensione delle espressioni idiomatiche

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20 incomprensibili e dall’altra la scelta di immagini logore e sfruttate, come “occhi di cielo” che potrebbero apparire troppo convenzionali. A questo proposito, alcuni oppongono con determinazione le metafore individuali, creative, originali a quelle che abbiamo chiamato metafore collettive, o false metafore, o, con rigore ancora maggiore, metafore morte, meglio note come “frasi fatte”. Mentre nelle prime polo connotativo e polo denotativo 12 sono in continuo equilibrio e la sfida, sia per il parlante che per l’ascoltatore, consiste proprio nel varcare entrambi i confini senza correre il rischio dell’incomprensibilità, nelle seconde, frasi fatte, proverbi 13 , luoghi comuni, quello che prevale è il polo denotativo e l’individuo non deve ricercare nuovi significati, non deve fare sforzi per dissipare l’ambiguità, ma si trova anzi su un binario facile da seguire. Ciò non significa che sia meno interessante studiare i passaggi che l’individuo attua nel realizzare la comprensione di espressioni a lui familiari, caratterizzate da due piani di significato, uno letterale e l’altro idiomatico e non significa che questo percorso sia più facile. Mi impegnerò a dimostrare e rendere tangibile questo interesse, anche se in confronto all’illimitatezza creativa delle prime mi schiererei, come sostiene anche Max Black, dalla parte dei sostenitori che si soffermano sulle metafore “vitali”, (così definite da Ricoeur 14 ), ma per un approccio critico esaustivo: penso che i loro critici (filosofi, scienziati, matematici e logici) abbiano ragione nel chiedere che vengano prese in esame anche metafore meno “vitali”, e meno “creative”. 12 Valore denotativo della lingua: OGGETTIVO. Significato di base, primario, usato da tutti coloro che parlano una stessa lingua. Viene così definito in quanto denota un qualcosa, lo indica chiaramente. Fa parte della comunicazione quotidiana, descrittiva, argomentativa, informativa. Valore connotativo della lingua: SOGGETTIVO, che fa ampio uso della metafora. Serve a comunicare opinioni ed emozioni, a stabilire un contatto emotivo fra chi parla e chi ascolta. 13 I proverbi non vanno confusi con le frasi idiomatiche che sono appunto delle formule idiomatiche di uso discorsivo, mentre i proverbi hanno la struttura semantica di un sapere o di una sentenza. 14 La metafora secondo ricoeur è spesso “ una impertinenza predicativa flagrante”. Le metafore nascono e muoiono, né vengono formulate sempre di nuove, anche se alcune di esse si confermano per divenire patrimonio comune. Le metafore nuove, quelle vive, “le metafore in festa”, sempre come le definisce Ricoeur, sono frutto dell’attività creativa, appropriate allo scopo, comprensibili, fantasiose, ma pertinenti, frutto di una vivace immaginazione. Le metafore che resistono al tempo sono, ad esempio, le grandi metafore religiose,le metafore ontologiche che riguardano l’Essere, le metafore, aggiungerei che rinviano agli archetipi.
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Il linguaggio figurato e la comprensione delle espressioni idiomatiche

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Informazioni tesi

  Autore: Laura Cuozzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Alessandro Laudanna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 227

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Parole chiave

linguistica
metafora
psicologia cognitiva
espressioni idiomatiche
linguaggio figurato
frasi idiomatiche
linguaggio metaforico
idiomatismo

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