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Il linguaggio figurato e la comprensione delle espressioni idiomatiche

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14 In effetti ognuno di noi dispone nel vasto raggio delle proprie competenze linguistiche anche di una competenza metaforica 7 (Maiguashca, 1989). Ci troviamo ogni giorno ad utilizzare espressioni idiomatiche zoomorfiche del tipo Pierino è un asino, Chiudi il becco, Giù le zampe, Paola è un’oca riconducibili tutte ad un’unica matrice metaforica che è “l’uomo è un animale”. Un fenomeno analogo di proiezione metaforica dell’ “umano” al “non umano” si osserva quando si studia il comportamento dei verbi che denotano attività o funzioni specificamente umane, sia a livello puramente biologico o fisiologico (come nascere, morire, mangiare, bere, dormire, camminare, invecchiare, e via dicendo) sia a livello psicologico (come parlare, sussurrare, fare i capriccci, urlare, sorridere, accarezzare, e così via). Quando questi verbi vengono riferiti a “cose,” cioè a esseri inanimati o entità astratte, queste ultime vengono umanizzate, o meglio “personificate”. C’è da notare che nel linguaggio quotidiano questo fenomeno di personificazione avviene quasi senza che i parlanti ne siano coscienti. È cosa comune dire, per esempio, che il sole nasca e muoia ogni giorno, o che la città si addormenti la sera e si risvegli la mattina. È pure del tutto normale sentire espressioni come le seguenti: le idee nascono e muoiono, i cervelli vanno in tilt, gli affari di cuore sono legati ad un colpo di fulmine o ad un ritorno di fiamma, le macchine bevono, l’affitto mangia metà del nostro stipendio. La stessa cosa avviene per espressioni idiomatiche del tipo: le braccia della poltrona, i piedi della montagna, la faccia della luna, il collo della bottiglia, la gola del vulcano; come possiamo non accorgerci che sono tutte da ricollegare a metafore antropomorfiche, dove si attribuiscono in modo del tutto generico a elementi della natura caratteristiche proprie degli esseri umani? Non è difficile comprendere ed osservare che sostantivi come faccia, testa, collo, 7 Un aspetto importante della competenza linguistica è quella che possiamo chiamare la “competenza metaforica,” cioè l’abilità che i parlanti nativi hanno di recepire e produrre metafore. Chiariamo subito che si sta usando il termine “metafora” in senso molto lato e inclusivo, per intendere tutto il linguaggio figurato o non letterale, dalla parola singola usata in senso traslato fino a quelle forme più estese che vanno sotto il nome di “espressioni idiomatiche,” “modi di dire” e proverbi. Questa dimensione della lingua è importante non solo in senso quantitativo - dato che si tratta di un fenomeno generale, di portata vastissima - ma anche in senso qualitativo perchè le metafore sono portatrici di cultura e come tali sono idiosincratiche.

Anteprima della Tesi di Laura Cuozzo

Anteprima della tesi: Il linguaggio figurato e la comprensione delle espressioni idiomatiche, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Cuozzo Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

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