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Tifo organizzato e identità collettiva. Il fenomeno ultras nel calcio

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dell’aggressività. E questo processo si muoverebbe secondo due direttrici principali. Da una parte limitando l’aggressività stessa, in quanto le società più sviluppate sarebbero sempre meno tolleranti nei confronti delle manifestazioni pubbliche di violenza che accompagnano i giochi popolari e i passatempi tradizionali dalla notte dei tempi. Così gli sport più violenti si sarebbero lentamente sterilizzati mediante la neutralizzazione della loro violenza pubblica, fino a diventare asettici o addirittura scomparire. Con la conseguenza che anche il pubblico, da presenza più o meno attiva, si sarebbe trasformato in una massa di spettatori inerti e passivi. Dall’altra parte razionalizzando la competizione sportiva, che progressivamente avrebbe assunto il carattere di contrapposizione astratta e sublimata. Già dalla fine dell’Ottocento si sarebbe così accresciuta l’importanza delle classifiche e dei punteggi, nonché innescata quella spasmodica ricerca dei record che ancora oggi è il “movente” principale di ogni disciplina. In questo quadro, solo i gruppi marginali della società, quelli cioè meno sensibili ad una cultura ormai razionalizzata, troverebbero nelle manifestazioni sportive pubbliche l’occasione di esprimere la loro aggressività e di lasciarsi andare a comportamenti violenti. L’evoluzione sportiva tracciata dai due autori è quindi perfettamente in linea con la ricostruzione del processo di civilizzazione occidentale operata dallo stesso Elias: secondo il sociologo tedesco infatti la società moderna si incentrerebbe su un controllo progressivo delle emozioni e tale controllo assumerebbe le forme dell’autocontrollo nelle classi superiori e della repressione in quelle inferiori. Tuttavia l’approccio di Elias e Dunning, nonostante sia un valido strumento per illustrare il passaggio dai giochi popolari medievali alle moderne forme di sport e costituisca forse il primo, vero tentativo di dare una spiegazione sociologica al fenomeno sportivo, presta il fianco ad alcune critiche. Innanzitutto quella di non saper riconoscere il ruolo autonomo degli spettatori delle competizioni agonistiche moderne, i quali invece svolgono una parte attiva e nemmeno tanto secondaria nello spettacolo sportivo. In secondo luogo, Elias e Dunning attribuiscono agli sport(soprattutto a quelli di squadra) una struttura mimetica ed una funzione catartica che però, oltre a richiamare l’ormai superata teoria della “valvola di sfogo” (più volte è stata infatti dimostrata l’inesistenza di una stretta correlazione tra frustrazione ed aggressività), non riesce a spiegare alcuni comportamenti del pubblico sportivo moderno e certe forme di violenza calcistica, come ad esempio quelle adottate dagli ultras e dagli hooligans. Infine, per i due sociologi il teppismo da stadio sarebbe unicamente riconducibile

Anteprima della Tesi di Daniele Cioni

Anteprima della tesi: Tifo organizzato e identità collettiva. Il fenomeno ultras nel calcio, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Daniele Cioni Contatta »

Composta da 391 pagine.

 

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