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Tifo organizzato e identità collettiva. Il fenomeno ultras nel calcio

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gioco e scontrarsi a volto coperto con agenti delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Quanto piuttosto che una tale situazione si sia verificata il giorno successivo all’entrata in vigore di un nuovo decreto governativo teso a prevenire, limitare e reprimere la violenza sportiva, rappresentando contemporaneamente un gesto di sfida alle autorità, un tentativo di sovvertire l’ordine costituito ed un affronto alla comunità dei benpensanti, di coloro cioè che vedono lo sport come una pura attività di svago, “un’isola felice” impermeabile a tensioni sociali, trasformazioni economiche e rivoluzioni politiche e dove regnano sovrane le buone maniere e i buoni sentimenti. Al di là della coincidenza, più o meno casuale, tra approvazione della legge e turbolenza dei tifosi(che di certo ha contribuito ad una maggiore notiziabilità del fatto di cronaca in questione), quello appena citato è soltanto uno degli infiniti esempi che potremmo fare riguardo la spasmodica attenzione riservata ormai da diversi anni da stampa, televisione e mass-media in genere (non solo cioè dai quotidiani specializzati e dalle rubriche sportive) ai disordini di cui si rendono spesso e volentieri protagonisti gli spettatori di una partita di football. Attenzione che diventa massima quando a commetterli sono esponenti della famigerata categoria degli “ultras”, la versione dura dei tifosi organizzati. Ma chi sono esattamente gli ultras? Quando, come e soprattutto perché nascono a seguito delle squadre di calcio italiane? Sono davvero così pericolosi come ci viene detto dai media? Sono veramente necessarie delle leggi speciali per porvi rimedio? O il problema è forse meno urgente e grave di quanto sembra e in realtà si tratta solo di una nuova, lunga ondata di “panico morale” che ha investito il nostro paese negli ultimi decenni? E, prima ancora di interrogarci sulla natura degli ultras, per quale motivo proprio il calcio ha tenuto a battesimo il fenomeno del tifo? Perché questo gioco, e non un altro, è allo stesso tempo teatro di violenze di vario tipo ed inesauribile fonte di identificazioni collettive, come appunto quella dei tifosi organizzati? E’ sempre stato così o è davvero esistita “un’epoca felice” del football(e dello sport tutto), in cui gli unici attori presenti sulla scena erano gli atleti mentre gli spettatori rivestivano un ruolo marginale senza interferire minimamente con quanto avveniva in campo? Dare una risposta esauriente a queste e ad altre domande sarà l’obiettivo della presente ricerca. Tuttavia, come vedremo, alcuni interrogativi resteranno tali o comunque aperti ad un ventaglio di possibili soluzioni.

Anteprima della Tesi di Daniele Cioni

Anteprima della tesi: Tifo organizzato e identità collettiva. Il fenomeno ultras nel calcio, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Daniele Cioni Contatta »

Composta da 391 pagine.

 

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