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''Io non son cieco ne la pittura'' Pietro Aretino e le arti figurative

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artistica dei due grandi artisti? Non si può affidare questa responsabilità ad un uomo armato solo del suo fine intuito artistico, che si trova a vivere il Manierismo dall’interno, anzi, secondo le parole di Larivaille, «come lo scrittore del Cinquecento più degno dell’appellativo di manierista». Egli si limita ad osservare e a “fotografare” con la mente l’arte coeva e se non arriva a cogliere i bordi sfumati e fortemente ibridati della crisi manieristica è perché egli vive questa crisi dall’interno mentre le crisi, lo sappiamo bene, possono essere codificate ed identificate come tali soltanto a posteriori.

Anteprima della Tesi di Teresa Gravante

Anteprima della tesi: ''Io non son cieco ne la pittura'' Pietro Aretino e le arti figurative, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Teresa Gravante Contatta »

Composta da 260 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3921 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.