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La responsabilità da reato dell'ente collettivo

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2. Le barriere di livello costituzionale Tra le diverse argomentazioni a sostegno del dogma “societas delinquere non potest” le barriere di livello costituzionale hanno rappresentato sicuramente l’ostacolo più duro da superare sulla strada dell’affermazione della soggettività penale delle persone giuridiche. La necessità di garantire il rispetto di principi-cardine di ogni sistema penale ha prodotto un duplice effetto: da un lato, ha sempre bloccato ogni tentativo di dar luogo ad un modello di corresponsabilizzazione degli enti collettivi; dall’altro lato, ha portato l’Italia ad essere uno degli ultimi Paesi europei ad essersi dotata di una disciplina completa ed organica in grado di sanzionare le condotte illecite delle persone giuridiche e di reprimere il fenomeno della criminalità d’impresa. I principi costituzionali cui si fa riferimento sono racchiusi entrambi nell’art. 27, rispettivamente ai commi 1 e 3: il principio della personalità della responsabilità penale e il principio rieducativo della pena. Dal momento che si è in presenza di principi di garanzia, sovraordinati al legislatore ordinario e pensati con riferimento alla persona umana, essi non ammettono la possibilità che si possa affermare o negare, come nel paragrafo precedente, la responsabilità delle persone giuridiche sul piano meramente dogmatico ma richiedono di verificare se, ex art. 27, comma 1 Cost., sia possibile fondare un giudizio di colpevolezza nei confronti delle persone giuridiche e se quest’ultime possano realmente essere soggette a dei trattamenti rieducativi, finalizzati al loro “recupero sociale”, ai sensi dell’art. 27, comma 3 Cost.

Anteprima della Tesi di Gianmarco Cristiano

Anteprima della tesi: La responsabilità da reato dell'ente collettivo, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gianmarco Cristiano Contatta »

Composta da 242 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.