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L'informatica esposta al museo: analisi e prospettive

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CAPITOLO 1 “It is possible to believe that all the past is but the beginning of a beginning, and that all that is and has been is but the twilight of the dawn” 1 H.G.Wells 1.1. I PRIMI STRUMENTI DI CALCOLO: DALLA MANO AI CALCOLATORI MECCANICI La storia degli strumenti di calcolo ha inizio con quella delle antiche civiltà e per lungo tempo è legata all’impiego di strumenti molto semplici, ma efficaci per operare con i numeri. Diversi ritrovamenti risalenti a 30.000-40.000 anni fa, come incisioni su ossa, inducono a pensare ad un uso rudimentale di simboli per la rappresentazione di quantità numeriche. Il primo strumento di calcolo in assoluto è stato il corpo umano e, in particolare, la mano: grazie alle mani gli egiziani riescono a rappresentare tutti i numeri sino a 9999 e sono in grado di eseguire addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e anche calcoli più complessi. Il termine inglese "digit" ("cifra"), oggi tanto usato, deriva proprio dalla parola latina digitus ("dito"). Gli evidenti limiti di tali sistemi, però, conducono all’utilizzo di tecniche diverse come l’incisione di tacche su pezzi di legno o d’ossa e i quipus, tipici della civiltà incas, basati su piccole corde annodate. Le popolazioni greche e romane adottano il sistema dell’abaco, formato da una tavoletta munita di scanalature parallele provviste di piccole pietre o pallottole mobili. 1 Wells H.G., The discovery of the future, Pubblicazione: Girardi: Haldeman-Julius Company, p.326

Anteprima della Tesi di Sabrina Di Pietrantonio

Anteprima della tesi: L'informatica esposta al museo: analisi e prospettive, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sabrina Di Pietrantonio Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2164 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.