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Cooperazione economica e ambientale dell'Unione europea con paesi del sud del Mediterraneo

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8 2. Allargamento a Est Il 13 dicembre 1997, l'Europa dei Quindici ha deciso di aprirsi verso Est. Infatti, il Consiglio europeo riunitosi a Lussemburgo il 12 e 13 dicembre 1997 ha dato l'avvio al processo di ampliamento dell'Unione che dovrebbe svolgersi "a tappe, assecondando i ritmi di ciascuno Stato candidato in funzione del suo grado di preparazione". L'obiettivo è quello di "mettere gli Stati candidati in condizione di aderire all'Unione e al tempo stesso di preparare quest'ultima all'ampliamento nelle migliori condizioni possibili". Tale decisione rappresenta il risultato di un lungo processo di relazioni con i paesi dell'Europa centrale e orientale e con Cipro e Malta che ha preso il via all'indomani della caduta del muro di Berlino e della successiva dissoluzione dell'Impero sovietico. In occasione del vertice di Parigi (luglio 1989), i membri del G-7 (principali paesi industrializzati) hanno affidato alla Commissione il mandato di coordinare il programma di assistenza economica deciso a favore della Polonia e dell'Ungheria. Gli altri paesi membri dell'OCSE si sono uniti a questo appello formando il G-24 [CE (12 Stati membri all'epoca), EFTA (6 paesi), USA, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Australia e Turchia]. Il programma PHARE (Polonia, Ungheria, assistenza alla ristrutturazione economica) è stato esteso alla Repubblica ceca, alla Slovacchia, alla Bulgaria, alla Romania, ai tre Stati baltici, all'Albania e ad alcuni Stati dell' ex-Jugoslavia. Per questo programma sono stati scelti cinque settori di azione prioritaria: l'accesso al mercato dei paesi donatori per le merci provenienti dai paesi beneficiari, l'agricoltura e l'industria alimentare, la promozione degli investimenti, la formazione e l'ambiente.La filosofia generale che è alla base dell'azione comunitaria e che trova espressione nel programma PHARE è la seguente: i doni debbono essere utilizzati per agevolare la transizione economica e sociale dei PECO e consentire a questi ultimi di partecipare al processo di integrazione europea. Più che progetti isolati, l'Unione europea finanzia dei programmi la cui gestione e attuazione avviene in maniera decentrata. Indipendentemente dal settore d'intervento, la Comunità e il paese beneficiario si adoperano per coinvolgere diverse organizzazioni nelle azioni volte a contribuire allo sviluppo della società civile. A partire dal 1990, l'Unione europea e gli Stati membri hanno investito oltre 140 miliardi di ECU in prestiti e aiuti

Anteprima della Tesi di Marzia Tamburrino

Anteprima della tesi: Cooperazione economica e ambientale dell'Unione europea con paesi del sud del Mediterraneo, Pagina 6

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Marzia Tamburrino Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

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