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La sperimentazione teatrale a Napoli dal 1965 al 1975

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2 CAPITOLO PRIMO: Il teatro a Napoli nella seconda metà degli anni ‘60 Lo scenario culturale Quelli intorno alla seconda metà degli anni ’60 hanno rappresentato, per la giovane Napoli intellettuale,anni di frenetico desiderio di cambiamento. Nonostante l’incapacità delle istituzioni a non saper promuovere o sostenere iniziative culturali,molte delle quali sono state riassorbite nella generale confusione urbana, Napoli è una città che spesso regala stagioni irripetibili. Questa atmosfera si respirava, ad esempio nella “Saletta Rossa”della libreria Guida, in via Port’Alba 19, diretta dal 1964 al 1968 da Achille Bonito Oliva. Alle manifestazioni promosse dalla “Saletta”, erano presenti giovani artisti che rappresentavano la parte più viva della città. La parola d’ordine era “impegno”.In realtà molti sono stati quelli impegnati. Chi non aveva letto i libri di Roland Barthes,Maurice Blanchot,Marshall McLuhan ed altri,si poneva fuori dell’orbita culturale. 1 I giovani napoletani volevano vivere il presente, ma proiettati nel futuro. Si aveva una gran voglia di comunicare con linguaggi nuovi, si discuteva se l’arte doveva essere “leggibile”, o se l’artista era libero di usare il linguaggio e la tecnica che riteneva più idonei ad esprimere la sua idea di opera d’arte. E subito infuriavano polemiche tra giovani artisti e professori,ogni qual volta nella Saletta Rossa veniva esposta “l’eresia”di turno. Alla fine qualcosa di nuovo venne fuori: qualche tabù perse la testa….ma altri la mantennero integra 2 . 1 Cfr. : “Napolifrontale, catalogo, politica, soggetti sociali ed altre storie”, Antonio Russo,La Saletta Rossa,in http://www.filosofia.unina.it/napolifrontale/catalogoarte 2html ,p.11. 2 “L’attenzione delle interminabili discussioni era concentrata principalmente sul rapporto arte e politica,sui modi di comunicare,che arrivavano finanche a definire le tecniche di realizzazione e i formati unificati delle opere.Ma le discussioni non erano mai solo teoriche,riportavano sempre il vivo dell’esperienza del mettere in mostra,del controinformare,del successo conseguito,del significato da dare alle prossime iniziative in connessione di avvenimenti politici.Il ’68 è stato uno straordinario anello di congiunzione tra impegno politico,contestazione di tutti i tipi di informazione – formazione,rivoluzione e guerriglia dei messaggi visivi e dei modi di comunicare e, soprattutto,di informazione – contro”.Cfr: “Napolifrontale, catalogo, politica, soggetti sociali ed altre storie”, Franco Lista,Il Sessantotto,problematico e fluttuante, cit., p.15.

Anteprima della Tesi di Concetta Castaldo

Anteprima della tesi: La sperimentazione teatrale a Napoli dal 1965 al 1975, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Concetta Castaldo Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2569 click dal 20/03/2004.

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