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La critica ai consumi: la sottocultura No global

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9 1.1 La nascita della cultura del consumo Numerose sono le opinioni sui contesti che hanno portato alla nascita della cultura dei consumi. Gli studiosi McKendrick, Brewer, Plumb (1982), Campbell (1983), Codeluppi (2002), si trovano d’accordo nel posizionare l’inizio della cultura durante la rivoluzione industriale, che permette di estendere il consumo da fenomeno di élite a fenomeno collettivo. Durante l’epoca feudale il consumo è riservato ai nobili delle corti europee, i quali s’impegnano nel farsi notare al cospetto del sovrano. A tal fine essi si sfidano in una competizione fondata sulla realizzazione di consumi prestigiosi che possono contemplare l’esibizione di abiti preziosi, l’offerta di regali e di feste sfarzose organizzate in onore della regina. Più precisamente McCracken (1988) individua la nascita del mondo dei consumi in Inghilterra durante il regno di Elisabetta I. La sovrana decide di ospitare presso la corte i nobili che, in questo modo, contribuiscono a finanziare gli sfarzi necessari a comunicare il potere regale. Proprio tale decisione dà inizio ad una spirale della concorrenza al prestigio tra i nobili il cui unico fine è di mostrare la loro ricchezza. Con la rivoluzione industriale il consumo diventa un fenomeno sociale, in quanto la moda e i beni di consumo non nascono più dalle corti per poi diffondersi verso il basso attraverso meccanismi di imitazione ed approvazione volgarizzata. Sono le imprese inglesi del XVIII secolo che si fanno carico della diffusione della cultura del consumo presso i ceti medi. Esse, per la prima volta, impegnano strumenti come il marketing e la pubblicità grazie ai quali vengono proposti nuovi bisogni, nuovi oggetti del desiderio. In particolare, l’impresa usa strumenti di promozione come annunci su riviste, manifesti stradali, venditori porta a porta. Gli studiosi McKendrick, Brewer e Plumb (1982) confermano il ruolo di promotore della cultura del consumo svolto dalle imprese presentando il caso Josiah Wedgwood. Wedgwood è un’azienda inglese di ceramiche che nel XVIII secolo sfrutta le strategie di marketing per promuovere i suoi prodotti, in un primo momento, presso le classi più elevate e poi presso la classe media. Quest’ultima vede le prime come un modello di stile e di
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La critica ai consumi: la sottocultura No global

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Stevanin
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Relazioni Pubbliche
  Relatore: Vanni Codeluppi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 150

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Parole chiave

consumo responsabile
identita sottoculturale
rituali di aggregazione
stile vestimentario
consumismo
no global
sottoculture giovanili
sociologia dei consumi
anticonsumismo

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