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La tutela della concorrenza negli Stati Uniti: il caso Microsoft

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Siffatte preoccupazioni generarono l’esigenza di attuare una politica di regolamentazione 3 che ammettesse sulle imprese forme di controllo ed intervento pubblico attraverso l’emanazione di norme predisposte a tutela della concorrenza. Queste norme dovevano operare eliminando abusi monopolistici e anticoncorrenziali in due modi: o vietando che le imprese adottassero comportamenti lesivi del “gioco della concorrenza”, o che approfittassero del loro potere economico. La disciplina, sorta quindi dalle ceneri del fallimento del mercato e delle regole che fino a quel momento si era ritenuto lo governassero, fu posta in essere al solo scopo di avvicinarsi il più possibile all'ideale modello di ”concorrenza perfetta” 4 poiché ritenuta positiva per l’economia nel suo complesso e 3 In generale, non sempre tutti i settori economici sono sottoposti al controllo dell’autorità antitrust. Per quelli caratterizzati da preminenti interessi di natura pubblica e per questo disciplinati da regole amministrative di settore, è possibile imbattersi in ipotesi o di assoluta latitanza della normativa antimonopolistica o di una parziale applicazione o di completo assoggettamento alle norme antitrust, come avviene per le cosiddette regulated industries (si pensi ad esempio agli enti che si occupano di trasporti e agli enti creditizi). E’ possibile, infatti, per gli enti adibiti alla regolamentazione delle imprese che rientrano in questi settori, controllare l’entrata sul mercato o eliminare la concorrenza già presente sullo stesso. Inoltre, per quanto concerne le concentrazioni e le fusioni, la normativa antitrust generale prevede, poi, che queste vengano preventivamente notificate a tali organi (negli USA sono Department of Justice e Federal Trade Commission), in attesa di un loro nullaosta. C’è da segnalare che tale ultima previsione opera per le fusioni, anche solo potenzialmente incidenti sulla concorrenza di questi settori ed a prescindere dall’area geografica o dal ramo commerciale di appartenenza delle imprese coinvolte in tali operazioni finanziarie. 4 Una forma di mercato perfettamente concorrenziale è difficilmente realizzabile nella realtà: al contrario, la naturale evoluzione dello stesso sembra tendere verso modelli aggregativi d’impresa contraddistinti da concentrazioni di potere economico sempre più ampie, tipiche dell’economie di scala, fino a giungere alle multinazionali. Le condizioni che contraddistinguono un mercato in “concorrenza perfetta” sono: • atomicità: nel mercato sono presenti numerosi soggetti economici (consumatori e imprese), ognuno dei quali domanda ed offre beni di consumo che costituiscono una piccolissima percentuale della merce complessivamente presente nel mercato; in questo modo nessun singolo operatore,

Anteprima della Tesi di Mauro Bacca

Anteprima della tesi: La tutela della concorrenza negli Stati Uniti: il caso Microsoft, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Mauro Bacca Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

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