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Natura e funzioni delle fondazioni bancarie

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18 aggregazioni e fusioni. Bisogna però rilevare che, mentre sono state realizzate le finalità prioritarie in campo bancario e finanziario, non è stata colta l’occasione per definire chiaramente natura, obiettivi e modalità operative delle fondazioni, le quali svolgevano un ruolo di assoluta importanza, quali detentori di partecipazioni bancarie e soggetti attivi nel controllo di una parte del sistema bancario 41 . Di pochi anni successive sono due disposizioni normative finalizzate al passaggio dalla privatizzazione formale alla privatizzazione sostanziale 42 : l’art. 43 del d. l. 14 dicembre 1992, n. 481, attuativo della direttiva comunitaria n. 646 del 1989 e l’art. 7 del d. l. 31 maggio 1994, n. 332, convertito dalla legge 30 luglio 1994, n. 474. La prima aggiungeva un comma all’art. 21 del decreto legislativo n. 356, ai sensi del quale il Ministro del tesoro poteva impartire direttive, “previa deliberazione del Consiglio dei ministri”, per il trasferimento di azioni che comportasse “la perdita della partecipazione maggioritaria diretta o indiretta di enti pubblici nelle società bancarie”. La nuova norma non trovò alcuna applicazione perché il Ministero non adottò alcun atto sulla base dell’ultimo comma dell’art. 21. La stessa idea della necessità di una privatizzazione sostanziale delle società bancarie conferitarie venne ribadita dal decreto legge 31 maggio 1994, n. 332 “Norme per l’accelerazione delle procedure di dismissione di partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in società per azioni”. Nell’art. 1, comma 7, si prevedeva che il Ministro del tesoro stabilisse, con proprio decreto, “criteri e procedure per la dismissione delle partecipazioni degli enti conferenti, tenendo presenti le norme vigenti in materia di dismissione delle partecipazioni dello Stato”. In tal modo, però, si delineavano nell’ordinamento tre diversi procedimenti per la dismissione della partecipazione azionaria di maggioranza nell’azienda bancaria: quello dell’art. 21, comma 1 che disciplinava una deroga al principio della permanenza del controllo fissato dall’art. 19 43 ; quello dell’art. 21, comma 3 che 41 BOTTIGLIA R., Le fondazioni bancarie: missione, ruolo istituzionale e partecipazione agli assetti proprietari del sistema creditizio, Padova, Cedam, 2003, pp. 57-59. 42 Per privatizzazione formale si intende “l’adozione di una forma giuridica di carattere privatistico (specificamente: il tipo societario della società per azioni) in luogo di una di origine e stampo pubblicistici (ad esempio: azienda autonoma; ente pubblico economico).” Per privatizzazione sostanziale, invece, si intende “il passaggio della proprietà (o del controllo) di imprese o di settori di imprese da un soggetto pubblico a soggetti privati”. Per maggiori approfondimenti, si veda JAEGER P. G., e DENOZZA F., Appunti di diritto commerciale, Milano, Giuffrè, 1997, I, p. 74 ss. 43 Vedi supra p. 12.
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Natura e funzioni delle fondazioni bancarie

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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Mazza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giuseppe Sbisà
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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Parole chiave

banche
fondazioni bancarie
casse di risparmio
riforma tremonti
legge n. 448-2001

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