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La soppressione dei conventi e dei monasteri nella Lombardia austriaca dai documenti del carteggio ufficiale (1763- 1790)

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6 INTRODUZIONE 1. Natura e scopi della ricerca La presente ricerca prende le mosse da un particolare interesse per le vicende del riformismo illuminato settecentesco, con riferimento agli esiti cui è pervenuto nei territori dello Stato di Milano. Più precisamente si è inteso concentrare l’attenzione sulle cosiddette soppressioni. Nella Lombardia austriaca del secondo Settecento, terra ricca di grandi fermenti culturali (basti pensare al riformismo illuminato di Verri, di Beccaria , di Parini), la presenza dei conventi era stata da sempre piuttosto significativa: essi si occupavano, certamente, in primo luogo della formazione spirituale sia del clero sia dei fedeli (oblati missionari di Rho, gesuiti e cappuccini); ma non disdegnavano dal prendere parte attiva anche per favorire la “cosa pubblica” (il concetto di “Pubblico bene” veniva teorizzato ed applicato proprio in quegli anni dal giuseppinismo). Molti di essi si occupavano, in primo luogo, dell’istruzione, sopperendo alla mancanza di istituti scolastici, soprattutto nei villaggi, nelle pievi e nelle campagne più lontane; altri ancora, in particolar modo quelli femminili, si occupavano dell’educazione delle fanciulle e della produzione e fornitura del pane, alimento base, alle comunità circostanti. Questo permetteva a quegli istituti più rilevanti di accumulare anche ingenti quantità di beni mobili ed immobili che andavano a costituire la cosiddetta “proprietà ecclesiastica”, rappresentata, per lo più, da terreni, censi, livelli ed altri vari affitti.

Anteprima della Tesi di Gianraimondo Farina

Anteprima della tesi: La soppressione dei conventi e dei monasteri nella Lombardia austriaca dai documenti del carteggio ufficiale (1763- 1790), Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gianraimondo Farina Contatta »

Composta da 393 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.