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Internazionalizzazione e delocalizzazione globale nel settore abbigliamento: le opportunità in Asia

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CONCLUSIONI Per mantenersi competitivi in un contesto globale caratterizzato da una sempre + pressante necessità, di conseguire un contenimento dei costi di produzione, congiuntamente alla differenziazione del prodotto a retail, i Brand italiani dell’abbigliamento sono chiamati a compiere tre scelte strategiche, che ovviamente non possono avere una valenza assoluta, ma devono essere ponderate a seconda dei FCS del segmento in cui l’impresa opera, ovvero, Alta Moda, Bridge o Sportswear. Prima di tutto va riconosciuta la scindibilità del M in I nelle sue due componenti di differenziazione: quella tangibile dell’eccellente qualità materiale, riscontrabile sia a livello dei tessuti che della fattura del prodotto finito, e quella intangibile dello stile e della creatività proprie del brand italiano. A questo punto, la prima mossa è quella di Investire in una strategia di differenziazione in immagine quanto più focalizzata sul Brand perché quest’ultimo possa assurgere di per se a garanzia di qualità, stile e creatività italiani agli occhi del consumatore, quindi, delocalizzare razionalmente la produzione nei PVS. Questo perché il M in I, inteso come produzione italiana, ha dei costi elevati e dei vincoli di capacità produttiva che ne minano la competitività nei segmenti industriali quali, Diffusion, Casual, Sportswear, dove il panorama internazionale presenta delle realtà produttive, come quelle dei PVS dell’area Asiatica, che permettono ai Brand della moda di sfruttare, nel rispetto della qualità, i vantaggi offerti da una manodopera abbondante, specializzata in un vasto range di prodotti e con costi fino a 35 volte inferiori a quelli italiani, oltre ai vantaggi derivanti da un forte substrato di imprese correlate e di supporto che permette un efficiente sourcing, sia di tessuti (naturali e sintetici) che di accessori, e dalla presenza di flessibili e ben organizzati Network di subfornitura che, fornendo un servizio integrato, consentono ai Brand una maggiore esternalizzazione produttiva, in linea con l’attuale tendenza a focalizzarsi sulle attività ad alto valore aggiunto della catena del valore. Questo introduce la terza scelta strategico competitiva: continuare ad integrarsi a valle nella distribuzione sul mercato Asiatico, per salvaguardare l’omogeneità dell’immagine e per cogliere appieno tutte le opportunità di un mercato in continua espansione, che permetterebbe di bilanciare la geografia mondiale delle vendite ed evitare, così, sovraesposizioni sui mercati occidentali.

Anteprima della Tesi di Francesco Gibbi

Anteprima della tesi: Internazionalizzazione e delocalizzazione globale nel settore abbigliamento: le opportunità in Asia, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Gibbi Contatta »

Composta da 213 pagine.

 

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