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Il crack Rizzoli nelle cronache e nei commenti del Corriere della Sera

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13 molto per evitare che il Corriere divenisse così reazionario 7 , ma ormai le redini erano in mano ad Oliva. I proprietari del giornale avevano comunque preso da tempo la decisione di scaricarlo e ciò si realizzò proprio con la “normalizzazione” dopo la crisi di fine secolo, con una riunione della proprietà, unanime nel ritenere la politica di Oliva troppo reazionaria. Nel frattempo, il 26 aprile 1900, veniva a mancare Torelli Viollier, i cui eredi non subentrarono nella società, che era adesso composta da Crespi con la quota maggiore, da De Angeli e Pirelli che cedettero parte delle loro quote a Luigi Albertini, che diventava così il nuovo direttore del giornale, ma anche comproprietario. Si apriva dunque quella stagione che avrebbe visto di fatto una identificazione fra la vicenda del Corriere e quella di un autorevole direttore come Albertini. Fra il 1907 e il 1920 si ebbero altri cambiamenti nella proprietà. De Angeli, infatti, morì nel 1907 e le sue carature passano al nipote Carlo Frua, mentre Albertini riuscì ad accaparrarsi altre carature facendo entrare il fratello Alberto. Le quote in mano ad Albertini continuavano a crescere. Intanto, nel 1910, moriva Benigno Crespi che lasciò le sue quote ai tre figli, Mario, Aldo e Vittorio. Ma i tre fratelli Crespi non dovevano collaborare d’intesa e d’accordo con Albertini come, invece, aveva sempre fatto il padre. Nel 1920, i comproprietari Beltrami, Pirelli e Frua si ritirarono dalla società, le loro quote 7 Licata Glauco, op., cit., pp. 66 e ss.

Anteprima della Tesi di Fabio Barraco

Anteprima della tesi: Il crack Rizzoli nelle cronache e nei commenti del Corriere della Sera, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Barraco Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.