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Linee evolutive del mercato finanziario italiano: fondi comuni di investimento, fondi pensione e piani pensionistici individuali. Regolamentazione e controlli

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9 2. Nozione di fondo comune di investimento. Natura giuridica, funzione. Il Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58: "Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52", all’art. 1 comma 1, nell’individuare le definizioni utilizzate nell’ambito del decreto, definisce il fondo comune di investimento “il patrimonio autonomo suddiviso in quote di pertinenza di una generalità di partecipanti gestito in monte”. L’istituzione di fondi comuni di investimento e la loro gestione sono attività che l’art. 36, primo comma, del D. Lgs. citato riserva alle società di gestione collettiva del risparmio, le quali possono delegare poteri e responsabilità di gestione ad altra SGR. La specifica fattispecie di risorse finanziarie e valori che vengono a costituire un “patrimonio autonomo” e “suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti” ” si configura, pertanto, quando l’attività di gestione del risparmio viene posta in essere dalle SGR nella forma giuridica denominata “fondo comune di investimento”. L’art. 36, comma 6 del TUIF, inoltre, specifica “Ciascun fondo comune di investimento, o ciascun comparto di uno stesso fondo, costituisce patrimonio autonomo, distinto a tutti gli effetti dal patrimonio della società di gestione del risparmio e da quello di ciascun partecipante, nonché da ogni altro patrimonio gestito dalla medesima società.”. Deriva da tale definizione una soluzione “ope legis” del problema prima dibattuto in dottrina della natura del fondo. L’indicata disciplina individua un genus “fondo comune” 12 inteso come “patrimonio autonomo suddiviso in quote di pertinenza di una generalità di partecipanti gestito in monte”, caratterizzato dal costituirsi - in ordine alla titolarità di detto patrimonio - di una comunione “sui generis” dei partecipanti che devono possedere quote di eguale valore, devono far gestire detto patrimonio “in monte” da una SGR e rispettare le altre norme previste. Nel TUIF sono disciplinati l’”iter autorizzativo” delle SGR, le norme sull’istituzione e gestione dei fondi, il sistema di vigilanza e controlli, la crisi dei soggetti “gestore” ed il sistema sanzionatorio. Risultano, dal complesso di tale disciplina, delineati i caratteri distintivi di un comparto dell’economia finanziaria che assicura all’investitore ampie garanzie ed opportunità di particolare interesse 13 . A mezzo dei fondi comuni la società proponente può offrire ai risparmiatori - anche per investimenti di piccolo importo - ciò che, sul piano economico finanziario, è “più desiderabile” 14 e cioè la professionalità della gestione del risparmio, una diversificazione 12 A.P. Soda in Commentario al TUIF a cura di Carla Rabitti Bedogni, Giuffrè 1998, pag. 293. 13 M. Bessone: Fondi comuni di investimento e gestione collettiva del risparmio. La posizione istituzionale ed il regime normativo delle SGR. Rivista di diritto bancario, novembre 2002, pag. 2 ss. 14 M. Bessone, op. cit. pag. 2.
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Informazioni tesi

  Autore: Giampiero La Rosa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Maria Azzaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

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