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Milano conserva il patrimonio artistico contemporaneo? Un orientamento al panorama italiano ed estero

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16 Le singole Regioni hanno, in base ad una sempre costante evoluzione della legislazione statale, esteso il loro ambito di intervento facendo proprie materie ad esse precluse (beni ambientali, centri storici, promozioni di attività culturali). Già il DPR 1972 n° 3 intitolava un capo intero ai musei e biblioteche di enti locali esattamente agli artt. 7, 8, 9, 10, 11 e devolveva alle Regioni le funzioni concernenti l’orientamento e il funzionamento dei musei ed enti locali, la manutenzione delle cose raccolte nei musei e nelle biblioteche di enti locali o di interesse locali, gli interventi finanziari, diretti al miglioramento delle raccolte, il coordinamento delle attività dei musei, le mostre di materiale storico, trasferiva le Soprintendenze ai beni librari, alle rispettive regioni di appartenenza e delimitava le funzioni residuate allo Stato, alle Regioni. Il DPR 616 invece tratta la materia Beni Culturali al capo VIII del titolo II, artt. 47, 48, 49. Secondo questo DPR (art. 47), vengono trasferite alle Regioni le funzioni relative alle materie musei e biblioteche, di enti locali (conservazione, funzionamento, pubblico godimento, sviluppo dei musei, raccolte di interesse storico artistico), mentre le funzioni amministrative in ordine alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico, librario, ecc.. avrebbero dovuto essere stabilite con leggi da emanare entro il 31 dicembre 1979. Gli ultimissimi anni (dal 1997) hanno visto infittirsi sempre di più i dibattiti sulla validità o meno di un decentramento dei poteri amministrativi dallo Stato alle Regioni. Mi riferisco in particolare al “federalismo amministrativo” per i beni culturali, concepito dalle leggi Bassanini 1 (legge 59/1997) e Bassanini 2 (legge 127/1997) ed attuato dal decreto 112 “Cheli–Veltroni” del 6 febbraio 1998. Tale decreto si fonda implicitamente su tre scommesse: - che attraverso l’autonomia locale le preferenze dei cittadini nei confronti delle politiche culturali siano meglio rappresentate e soddisfatte; - che aumenti l’influenza dei cittadini nella cosa pubblica e che di conseguenza il controllo sui comportamenti di spesa degli amministratori sia più efficace; - che la gestione locale sia più efficiente e, a parità di quantità e qualità di servizi erogati, costi di meno.
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Milano conserva il patrimonio artistico contemporaneo? Un orientamento al panorama italiano ed estero

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Informazioni tesi

  Autore: Raffaella Gagni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Accademia di Belle Arti
  Facoltà: Pittura e Restauro pittorico
  Corso: Pittura e restauro pittorico
  Relatore: Raffaele De Grada
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 234

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Parole chiave

arte contemporanea
didattica museale
museologia
spazi espositivi
musei
milano
gallerie d'arte

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