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I prezzi predatori e la concorrenza

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ALCUNE NOZIONI PRELIMINARI Il problema dal punto di vista dell’antitrust non è quello di stabilire quali di queste due nozioni sia esatta, ma di comprendere caso per caso se e quale importanza l’ordinamento attribuisce alla singola nozione. In altri termini si tratta di comprendere se l’ordinamento voglia garantire l’ingresso del maggior numero possibile di imprese nel mercato o se voglia garantire ad imprese uguali, uguali possibilità. Dalla prassi comunitaria, peraltro, emerge l’adozione di un concetto di barriera all’entrata estremamente ampio, che comprende tutti i costi che il potenziale entrante deve sostenere, compresi quelli che anche l’impresa già presente ha dovuto, a suo tempo, sopportare. Nel già citato caso United Brands (1978) la Corte ha evidenziato che: “gli ostacoli all’affermazione della concorrenza derivano, in particolare, dagli investimenti di eccezionale entità necessari […], dalla necessità di moltiplicare le fonti di approvvigionamento […], dall’allestimento di impianti impegnativi, […], dalle economie di scala di cui non può fruire ab initio il nuovo concorrente e dai costi effettivi di insediamento costituiti, in particolare, da tutte le spese fisse per la penetrazione del mercato, come l’organizzazione di un’adeguata rete di vendite, di campagne pubblicitarie a vasto raggio, tutti i rischi finanziari che si risolvono in perdite se il tentativo non riesce. Dunque, pur se è vero […] che i concorrenti possono usare gli stessi metodi di produzione e di distribuzione seguiti dalla ricorrente, essi incontrano ostacoli di ordine pratico e finanziario quasi insormontabili” 19 . 19 CG, 14 febbraio 1978, United Brands/Commissione, cit.

Anteprima della Tesi di Mauro Mammina

Anteprima della tesi: I prezzi predatori e la concorrenza, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Mauro Mammina Contatta »

Composta da 201 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.