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Gender Advertisements, Erving Goffman, 1979: un confronto in chiave attuale

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i sistemi di stereotipi formano un’immagine ordinata e più o meno coerente del mondo, a cui le nostre abitudini, i nostri gusti, le nostre capacità, i nostri agi e le nostre speranze si sono adattati. Forse non sono un’immagine completa del mondo, ma sono l’immagine di un mondo possibile a cui siamo adattati. In questo mondo le persone e le cose hanno un loro posto preciso e si comportano secondo certe previsioni. In esso ci sentiamo a nostro agio; vi siamo inseriti; ne siamo membri; sappiamo come rigirarci. Vi troviamo il fascino del sicuro; le sue scanalature e le sue forme stanno là dove siamo abituati a trovarle. E anche se abbiamo dovuto abbandonare molte cose che ci avrebbero tentato prima che ci accomodassimo alle pieghe di questo stampo, una volta che ci stiamo ben dentro, troviamo che esso calza comodamente come una vecchia scarpa. Nessuna meraviglia, dunque, che ogni attacco agli stereotipi prenda l’aspetto di un attacco alle fondamenta dell’universo: infatti è un attacco alle fondamenta del nostro universo, e quando sono in gioco cose grosse non siamo affatto disposti ad ammettere che ci sia una distinzione tra il nostro universo e l’universo. […] Se la nostra scala di valori non è la sola possibile, allora c’è anarchia. 3 Una volta comprese queste funzioni, è facile individuare una delle caratteristiche più importanti degli stereotipi, da cui peraltro Lippmann ha tratto anche il loro nome: la rigidità. Il termine, infatti, deriva dal greco sterèos, rigido e tùpos, impronta, e fu coniato verso la fine del Settecento nell’ambito tipografico per indicare la riproduzione di immagini a stampa per mezzo di forme fisse. L’Autore effettua una traslazione lessicale del termine, per definire appropriatamente questi schemi mentali rigidi che influenzano le percezioni, apponendo su di esse uno stampo riduttivo e vincolante che finisce con l’impedire un’effettiva ed aperta comprensione del mondo. Egli acutamente intuisce la pericolosità che queste approssimative semplificazioni della realtà rivestono, per lo svolgimento di una sana e proficua convivenza sociale degli individui, e sottolinea come siano necessari uno spirito franco e la disponibilità a mettersi in gioco per contrastarle e guadagnare una sospirata e vera libertà di giudizio. 3 Lippmann W., Ibidem, pp. 91-92
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Gender Advertisements, Erving Goffman, 1979: un confronto in chiave attuale

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Informazioni tesi

  Autore: Erica Colizzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Barbara Pojaghi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

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donne
stereotipi
rapporti di genere
stereotipi di genere
erving goffman
comportamenti di genere

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