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L'interazione quotidiana con l'altro. Le donne migranti e il lavoro di cura

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E avanti di là navigammo turbati nell’animo, finchè dei Ciclopi selvaggi e protervi giungemmo alla terra. Questi si affidano ai numi immortali: non piantano alberi, non arano campi; ma tutto dal suolo vien su inseminato e inarato, orzo e frumento e viti che portano vino nei grappoli grossi, che a loro matura la pioggia celeste di Zeus. Non hanno assemblee né sanno di leggi, ma vivono in alte cime di monti, in antri fondi; e ciascuno fa leggi ai suoi figli e alle donne, l’uno incurante dell’altro (Omero, v.1-13). Omero descrive lo stile di vita dei Ciclopi mettendo in evidenza la loro disorganizzazione: non coltivano, non hanno leggi, non costruiscono case e vivono in modo completamente opposto alla civiltà greca. Lo Straniero è quindi il contrario di tutto ciò che è il Noi. Il poeta continua descrivendo questi esseri appartenenti a terre lontane come mostruosi nell’aspetto e nella voce, incapaci di vivere gli uni con gli altri, all’interno di una società: E quivi un uomo abitava di enorme grandezza che solo e da tutti lontano pasceva le greggi; né insieme viveva con gli altri ma stava appartato, feroce, ingiusto e privo di affetti: un mostro orrendo era quello né uomo pareva di pane nutrito, ma rupe boscosa che solitaria dai monti alti si stagli (ibid., v.98-104).

Anteprima della Tesi di Elena Caneva

Anteprima della tesi: L'interazione quotidiana con l'altro. Le donne migranti e il lavoro di cura, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Elena Caneva Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.