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Un nuovo approccio allo sviluppo territoriale: il marketing d'area ed alcune esperienze di agenzie europee

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Gli investimenti di acquisizione e/o fusione, invece, sono indirizzati ad assumere il controllo di altre unità già esistenti. L’impatto occupazionale degli investimenti di acquisizione è meno significativo perché piuttosto che assumere nuovi addetti, come nel caso degli investimenti a prato verde, si cerca di ristrutturare o di riconvertire le attività produttive acquisite per ridimensionare i propri organici e tutte le attività d’indotto superflue. Questo potrebbe provocare alti livelli di disoccupazione non sempre assorbibili nel breve periodo. Il Paese che ospita investimenti diretti può beneficiare di un aumento dello stock di capitale che, oltre a garantire un uso più efficiente delle risorse esistenti e di quelle sotto-utilizzate, consente almeno teoricamente d’innalzare il livello di produttività locale. Conseguentemente a tale assorbimento di ricchezza, diversi sono gli effetti da considerare nell’area: - i primi sono gli effetti “moltiplicativi”, che dovrebbero movimentare l’ingranaggio economico, soprattutto nell’ottica della nascita e dello sviluppo delle imprese locali che forniscono inputs o assorbono gli outputs dell’impresa estera; - da contraltare, si possono verificare effetti di “spiazzamento 19 ” dovuti sia alla difficoltà di accesso al capitale nazionale sia a quello di concentrare un discreto numero di imprese concorrenti in una determinata area superando la massa critica che consentirebbe alle imprese locali di sopravvivere. Se con gli investimenti greenfield, all’aumento dello stock di capitale corrisponde un aumento occupazionale, tale relazione potrebbe non sussistere con gli investimenti di merger & acquisitions. Infatti, non pochi sono i casi di aumento di investimenti sul territorio non accompagnati da una crescita occupazionale. L’importanza degli IDE deve essere valutata anche alla luce dei risvolti innovativo- tecnologici susseguenti al loro assorbimento. Da più parti è stato sottolineato il ruolo delle imprese multinazionali nel generare innovazioni di “prodotto” e di “processo” per il loro maggiore impegno finanziario nelle attività di R&S. 20 Ne deriva che: - gli IDE rappresentano uno strumento incisivo per l’innovazione e il trasferimento tecnologico; - è possibile accedere a conoscenze “tacite”, altrimenti non reperibili,imitando routine 21 che la casa-madre cerca di replicare nelle proprie consociate estere; - il diverso spirito innovativo che anima le IMN rappresenta un importante opportunità per formare il personale locale e per dirigerlo verso nuovi mercati nazionali diventando esso stesso un’esternalità positiva da offrire nel proprio pacchetto localizzativo; - si potrebbero attivare relazioni di partnership e di collaborazione con le imprese locali elevando la competitività delle aziende coinvolte soprattutto nel settore manageriale e tecnologico; 19 In altri termini, il rischio è quello del superamento di livelli massimi di accoglienza di imprese estere concorrenti, tale da provocare forti disagi alle imprese già localizzate sul territorio. 20 F. MOMIGLIANO, “ Economia industriale e teoria dell’impresa ”, cit., p. 411; J. B. QUINN, << Technology Transfer by Multinational Companies >>, Harvard Business Review, November- December 1969; K. PAVITT e P. PATEL, << Technological Strategies of the World’s Largest Companies >>, Science and Public Policy, n.18, 1991. 21 Per routine s’intende il “gene” che regolamenta il comportamento organizzativo d’impresa e pertanto è indispensabile replicarlo nelle filiali o consociate dell’IMN. R. R. NELSON e S. G. WINTER, “ An Evolutionary Theory of Economic Change ”, Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 1982, pp. 112-136.

Anteprima della Tesi di Andrea D'orazio

Anteprima della tesi: Un nuovo approccio allo sviluppo territoriale: il marketing d'area ed alcune esperienze di agenzie europee, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Andrea D'orazio Contatta »

Composta da 220 pagine.

 

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