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Vita reale e vita televisiva: ''La vita in diretta''

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12 1.2 Mediatizzazione e neotelevisione La televisione e i media in generale, rappresentano dunque “un nuovo linguaggio che ridefinisce lo spazio sociale, le situazioni di interazione umana, l’ambiente nel quale gli essere umani costituiscono la propria realtà”. 13 Ne consegue che lo statuto stesso di realtà esca modificato e tenda ad essere piuttosto la somma di più elementi, il risultato di precise dinamiche di costruzione: una realtà autonoma che prescinda dalle logiche e dalle rappresentazioni dei media non è più immaginabile. Una conclusione di questo tipo, tuttavia, non è ancora accettata completamente dal mondo scientifico, ma sarà comunque alla base delle ipotesi di questo lavoro. Il sociologo Giovanni Bechelloni, in un suo saggio sul rapporto tra la televisione e la cultura 14 , descrive bene la situazione venutasi a creare, attraverso una efficace contrapposizione tra i concetti di realtà mediatizzata e di mediazione dei media. La mediazione fa riferimento ad una funzione neutra del mezzo di fotografare la realtà da una posizione esterna ad essa, la mediatizzazione al contrario mette al centro una dimensione sociale indistinguibile da quella prodotta dai mezzi di comunicazione di massa. Da ciò derivano due teorie contrapposte: la concezione trasmissiva della comunicazione che vuole i mass-media semplici canali di trasmissione e la concezione rituale che li considera come agenti sociali e al tempo stesso come oggetti di negoziazione. Se si accetta la seconda posizione, emerge un’idea di realtà complessa e diversificata, composta dall’insieme dei contenuti veicolati e da “una realtà immaginaria e immaginata costruita dai testi, ma anche dalle decodifiche e dalle interpretazioni, dalle attribuzioni di significato di pubblici e di audience costituiti da individui e gruppi i più disparati e diversi”. 15 In un nuovo spazio di confronto ed interazione, le dinamiche e le logiche mediali tendono ad essere sempre più pervasive e a porsi come elemento di unione tra dimensioni prima distinte: quella temporale, quella spaziale e infine quella culturale. In concreto, si assiste alla giustapposizione di presente e passato, del qui e dell’altrove e della sfera pubblica e di quella privata. “Non c’è sfera dell’azione umana e sociale, – scrive sempre Bechelloni – che resti estranea al mondo dei media. La realtà della nostra vita e della nostra cultura, in modi sempre più pervasivi e impercettibili man mano che la naturalizzazione del nostro rapporto coi media procede, è sempre più intrecciata a quella dei media. Tanto che ci riesce difficile, a ben pensare, distinguere ciò che siamo, in termini culturali, da ciò che saremmo potuti essere senza la presenza dei media”. 16 13 Giovanni Bechelloni, Televisione come cultura, Liguori, Napoli 1995, pag. 16 14 Giovanni Bechelloni, Televisione come cultura, Liguori, Napoli 1995 15 Giovanni Bechelloni, Televisione come cultura, Liguori, Napoli 1995, pag. 16 16 Giovanni Bechelloni, Televisione come cultura, Liguori, Napoli 1995, pag. 106

Anteprima della Tesi di Matteo Spicuglia

Anteprima della tesi: Vita reale e vita televisiva: ''La vita in diretta'', Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Spicuglia Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

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