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Italo Calvino e l'iper-romanzo

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CAPITOLO I L’IPERTESTO I.1 Una definizione Delineare in modo preciso l’ipertesto non risulta semplice dal momento che, come osserva Alberto Cadioli, quasi tutti i critici che si occupano di questa tematica, tendono a fornire una personale versione. Riporterò dunque alcuni pareri degli studiosi più autorevoli, a partire dal fondamento comune per cui l’ipertesto si offre come un nuovo tipo di testualità, in grado di generare un nuovo spazio per la scrittura ma è anche una ri - mediazione della stampa. Ipertesto è un termine coniato da Ted Nelson negli anni sessanta che si riferisce contemporaneamente a una forma di testo digitalizzato, a una nuova tecnologia e a una modalità di pubblicazione; egli intendeva l’ipertesto come una «scrittura non sequenziale, testo che si dirama e consente al lettore di scegliere, qualcosa che si fruisce meglio davanti a uno schermo interattivo […]; un ipertesto è una serie di brani di testo tra cui sono definiti legami che consentono al lettore differenti cammini » 1 . Il concetto nasce però con Vannevar Bush nel 1945, e riguardava la possibilità di creare macchine collegate ad apparecchi 1 George P. Landow, L’ipertesto. Tecnologie digitali e critica letteraria, Mondadori, Milano 1998, p.8, nota 18.

Anteprima della Tesi di Elisa Russello

Anteprima della tesi: Italo Calvino e l'iper-romanzo, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Russello Contatta »

Composta da 184 pagine.

 

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Consultata integralmente 23 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.