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L'evoluzione degli stili di leadership nell'organizzazione: il caso della Termomeccanica Spa

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4 tra chi produce e chi utilizza la conoscenza (operai e management nell’impresa, produttore e utilizzatore sul mercato, imprese e fornitori negli approvvigionamenti, ecc…) iniettando nel sistema economico dosi crescenti di servizi.In opposizione al fordismo, i servizi vengono cioè a svolgere una funzione essenziale di collegamento e di ricongiunzione tra chi produce e chi utilizza la conoscenza Il modello giapponese propone una diversa soluzione allo stesso problema: esso tenta di ridurre le distanze tra chi produce e chi utilizza conoscenza semplicemente rinunciando alla concentrazione del sapere: esso non è più patrimonio di un nucleo ristretto, ma diventa “sapere condiviso” in tutto il sistema aziendale, ai vari livelli, ed esteso ad una rete selezionata di fornitori, distributori, clienti, consumatori in rapporto diretto con l’impresa stessa.Tale modello nasce verso la fine degli anni ’40 grazie ad un allora sconosciuta azienda automobilistica, la Toyota, che per risolvere i propri problemi di sopravvivenza passa da un’economia di scala tipica delle produzione di grande serie ad un’economia di flessibilità basata su produzioni di breve serie. Il modello Giapponese viene definito come produzione snella o qualità totale: implica la produzione di lotti piccoli e diversificati, tempismo e flessibilità in risposta alle richieste dei clienti (just in time), controllo della qualità e presuppone una convergenza tra gli interessi dei collaboratori dell’azienda, degli azionisti e dei clienti. Inoltre alla logica dei limiti del personale si sostituisce la logica delle potenzialità umane con un’alta responsabilizzazione del personale. Il modello della qualità totale troverà terreno fertile negli anni ’80 presso le aziende americane, sia pubbliche che private, poiché il miglioramento della qualità implica una riduzione dei costi ed un sicuro avvenire delle imprese e del loro personale. Il successo del modello della qualità totale dipende soprattutto dall’impegno e dall’entusiasmo profusi dal gruppo dirigente nell’area della qualità e nel perseguimento delle condizioni di lavoro ideali per i lavoratori. Si incentra poi il lavoro sullo studio di quelle teorie che, pur lontane nel tempo, costituiscono ancora oggi le fondamenta della questione leadership: la teoria del grande uomo e del big bang . Si parte dalla antica spiegazione in termini di innatismo: leader si nasceva, non si diventava, una sorta di stirpe e di famiglia dei leaders.Quella del leader era una vocazione. Questa appunto la cosiddetta teoria del “grande uomo” della leadership. Essa non era capace di dare una spiegazione plausabile all’esistenza di molti leaders, identificandoli semplicemente con

Anteprima della Tesi di Lorenzo Da Pozzo

Anteprima della tesi: L'evoluzione degli stili di leadership nell'organizzazione: il caso della Termomeccanica Spa, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Lorenzo Da Pozzo Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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