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L'imprenditore occulto nella giurisprudenza

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4 PREMESSA Così come la legge non prevede, tra i requisiti dell’esercizio di un’attività economica la capacità, non è neppure previsto che debbano coincidere il soggetto dell’imputabilità dell’attività e colui che si comporta all’esterno come imprenditore. L’esercizio di attività d’impresa può effettuarsi in modo diretto, nel qual caso gli atti ad esso inerenti sono compiuti direttamente dal soggetto interessato; ma può dar luogo altresì ad un fenomeno analogo a quello di un mandato senza rappresentanza, quando gli atti sono compiuti da soggetto altro rispetto all’interessato. E’ il fenomeno largamente diffuso nella pratica commerciale dell’esercizio d’impresa per interposta persona, che si connota per la compresenza di due soggetti: quello che compie in nome proprio i singoli atti d’impresa (cosiddetto imprenditore palese o prestanome); quello che somministra i mezzi finanziari necessari, dirige di fatto l’impresa e fa suoi tutti i guadagni, il quale tuttavia non si palesa ai terzi (cosiddetto imprenditore indiretto od occulto). Questo modo di operare non solleva particolari problemi nei casi in cui l’attività dell’imprenditore è fiorente; ne solleva invece di ben gravi quando gli affari procedono male e l’imprenditore palese sia una persona fisica nullatenente oppure una società di comodo, una società con capitale sociale irrisorio. In quest’ ultima ipotesi, ferma restando la possibilità per i creditori dell’imprenditore palese di chiederne il fallimento, si concreterebbe l’assurda anomalia di far ricadere il rischio d’impresa non già sull’imprenditore, bensì sui suoi creditori, stante l’esiguità del patrimonio dell’imprenditore palese.

Anteprima della Tesi di Rosaria Scarfogliero

Anteprima della tesi: L'imprenditore occulto nella giurisprudenza, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Rosaria Scarfogliero Contatta »

Composta da 135 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.