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Piccoli immigrati in Europa. Confronto tra le strategie di inserimento scolastico

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11 soprattutto per gli operatori è sapere chi è l’altro, di quale identità sia portatore, da quale cultura provenga, le sue usanze e la sua religione. Nel caso in cui non ci si ponesse il problema di rispondere a questi interrogativi, si rischierebbe di lasciare l’altro completante solo, in una situazione che come possiamo umilmente immaginare è difficile di per sé. Ci sono diversi motivi per emigrare, e risalendo al perché una persona lascia la sua terra scopriamo come spesso sia il motivo stesso per cui si migra che crea una tipologia di immigrato: ci si trova così all’interno di denominazioni che non possiamo fare a meno di evitare, perché a una certa tipologia di immigrato corrisponde una data legislazione. C’è chi lascia il proprio paese perché perseguitato politicamente, o per motivi religiosi e quindi parliamo di rifugiato 7 politico, o di richiedente asilo se la sua domanda per essere considerato rifugiato è ancora in iter burocratico. C’è poi chi emigra perché il suo popolo è in guerra, e anche qui è importante sapere se i paesi europei in questo caso riconoscono quelle persone come rifugiati di guerra o meno. Ci sono immigrati che hanno bisogno di una particolare protezione dal punto di vista legislativo e i paesi altri hanno il dovere di proteggerli. C’è il clandestino, che passa i confini di uno stato in modo illegale e che per questo motivo è a rischio di espulsione da un momento all’altro: quella dei clandestini è una fascia di persone “a rischio” perché non è controllabile, non rientra sotto la tutela dello stato e difficilmente si rivolge ai servizi, perché possibile via per essere scoperti e rimandati nel paese di provenienza. C’è inoltre l’irregolare che è colui che risiede in un paese senza permesso di soggiorno. Solo apparentemente questa figura è simile a quella del clandestino, perché l’irregolare può, per esempio, essere rimasto nel paese dopo la scadenza del visto, e quindi vivere in una situazione di “irregolarità” ma non ha passato 7 «È rifugiato colui che, temendo a ragione d'essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trovi fuori del paese di cui è cittadino e non possa, o non voglia, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo; oppure colui che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del paese in cui aveva la residenza abituale, non possa o non voglia tornarvi per il timore di cui sopra» (art. 1, Convenzione di Ginevra, 1951).

Anteprima della Tesi di Laura Anzideo

Anteprima della tesi: Piccoli immigrati in Europa. Confronto tra le strategie di inserimento scolastico, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Laura Anzideo Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

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