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Piccoli immigrati in Europa. Confronto tra le strategie di inserimento scolastico

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2 economica, soprattutto del sud Europa, era disastrosa: i contributi previsti dal piano Marshall non bastavano a riassestare le economie già impoverite dall’assenza di uomini e di capitali persi con i conflitti e neanche bastavano a dissuadere famiglie dal non lasciare la propria terra. Pur di non vivere in condizioni inumane all’indomani del secondo conflitto, molti preferirono abbandonare “famiglia e campanile” e partire con i pochi averi alla volta dell’America e dei paesi del Nord Europa 3 . La storia soprattutto del sud Italia è intrisa di racconti familiari di nonni e familiari che hanno lasciato il loro piccolo appezzamento di terreno per andare a trovare la fortuna. Molti decisero di trasferirsi oltreoceano, mentre per tanti altri connazionali le mete furono Germania, Francia, Olanda, Svizzera…Questo perché, fin dall’immediato dopoguerra, il Nord Europa ha conosciuto una notevole espansione economica, con piena occupazione e carenza di manodopera autoctona; quindi molti governi sono ricorsi al reclutamento di lavoratori dell’area del bacino del Mediterraneo: italiani, spagnoli, portoghesi e greci partirono quindi alla volta del nord. Per molti si è trattato solo di pochi anni vissuti lontano dalla propria famiglia, mentre per altri è cominciato un processo inverso di ricongiungimento familiare che ha trasformato la migrazione temporanea in vero e proprio stanziamento. All’inizio degli anni Settanta, a causa della crisi petrolifera, quegli stessi paesi che avevano aperto le frontiere perché bisognosi di manodopera a basso costo, hanno adottato una politica che fermava l’ingresso di immigrati. Con gli anni Ottanta, altri avvenimenti di rilevanza mondiale quali la caduta del muro di Berlino e le successive trasformazioni dell’Est europeo, la guerra nella ex- Yugoslavia, la crisi dell’area del Golfo e le guerre civili africane che fin dagli anni Sessanta hanno causato morti e miseria, hanno provocato lo spostamento di migliaia e migliaia di persone. Le politiche dei paesi dell’Europa settentrionale sono diventate sempre più rigide e le migrazioni si sono così rivolte verso quei paesi del sud Europa che non avevano una così rigida presa di posizione a riguardo. E’ come se la linea immaginaria che prima era tra Europa del Nord ed Europa del Sud si fosse abbassata: ora e’ l’Europa del bacino del mediterraneo ad essere “vecchia” 3 REYNERI, E. La catena migratoria, Bologna, Il Mulino, 1983, p.36.

Anteprima della Tesi di Laura Anzideo

Anteprima della tesi: Piccoli immigrati in Europa. Confronto tra le strategie di inserimento scolastico, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Laura Anzideo Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

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