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L'informatizzazione dell'attività amministrativa

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Al riguardo è da dire che, per consolidata tradizione pubblicistica, la principale garanzia di veridicità offerta dalla procedura tradi- zionale proprio consiste nell’analitica documentabilità, nonché nel- la (eventuale) ripetibilità delle operazioni di scrutinio. Questi prin- cipi, così come noi li intendiamo, sono tuttavia riferibili solo al servizio elettorale tradizionale, ma per definizione esclusi per il voto elettronico, stante la notoria fugacità dei dati che ne connota la dinamica. Dell’atto elettorale resta traccia in una scheda, e questo lo rende verificabile. Giacché il voto elettronico altro non è che un impulso impartito al sistema, esso è fugace per sua natura. Una volta espresso, ne resta ovviamente traccia nel supporto informatico, ma, in mancanza di un’interfaccia documentale, la possibilità di convalidare i risultati elettorali solo sulla base di questo supporto equivarrebbe, in buona sostanza, a verificare i verbali prodotti da ciascuna sezione elettorale senza avere a disposizione le singole schede. Dalle argomentazioni svolte si evince allora che l’unica certezza che può inconfutabilmente trarsi dall’impiego del voto elettronico si lega, in ultima analisi, alla celerità procedimentale. Qui la confutazione potrebbe essere agevole, nella misura in cui ci si chiedesse che senso abbia sacrificare l’affidabilità dei pro- cedimenti tradizionali per conoscere in tempo reale, anziché qualche giorno dopo, i risultati definitivi delle elezioni. Deve invece osservarsi che in democrazia anche il fattore tempo è importante, perché in essenza, la dinamica della democrazia è frutto di un processo di mediazione che, nel chiudere un ciclo politico, trasferisce la legittimazione ai rappresentanti, sulla base di un rapporto fiduciario e per un tempo determinato. Ora, ancor più facile sarebbe osservare che, nella misura in cui si realizzasse l’ipotesi del televoto, l’intervallo di riflessione tra una decisione e l’altra ne resterebbe pericolosamente compresso, sì da dissolvere nella sostanza, la differenza tra voto e sondaggio d’opinione. Così, se nel passato abbiamo conosciuto regimi la cui ideologia tendeva a sacrificare la libertà individuale in cambio di una maggiore giustizia sociale, quel che oggi può accadere nella dinamica istituzionale è invece un processo degenerativo proprio riferibile ad un eccesso di libertà, ove per essa si intenda l’opportunità di partecipazione. Così, per riesumare una categoria aristotelica 8 , un reiterato impiego del televoto rischia perciò di segnare con impercettibile 8 Nel definire le forme di governo, Aristotele distingue le tre tipologie della monarchia (governo di uno) dell’aristocrazia (governo dei migliori) e della democrazia (governo del

Anteprima della Tesi di Pierpaolo Matarazzo

Anteprima della tesi: L'informatizzazione dell'attività amministrativa, Pagina 11

Diploma di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Pierpaolo Matarazzo Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

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