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L'informatizzazione dell'attività amministrativa

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degenerazione del rapporto politico. Di ciò v’è evidenza nel fatto che, negli ultimi anni, al fenomeno della spettacolarizzazione della politica si è sovente accompagnata, per diffuso avviso, l’anor- ganicità del messaggio politico. Il fenomeno è certamente difficile da decifrare, ove si consideri che, paradossalmente, esso si è manifestato nel contesto di un processo di comunicazione carat- terizzantesi per l’accresciuta disponibilità di informazione. Tut- tavia, guardando il fenomeno dal lato qualitativo, si annota che questo processo non si è certamente associato ad una crescita del livello medio nei contenuti del messaggio politico. Anzi, l’affer- mazione della cd. videopolitica, tenendosi in sospeso “tra emo- zione e ragionamento, tra potere e libertà, tra governo e opposi- zione” 10 , ha certamente contribuito a sminuirne i contenuti, di tal che è in ultima analisi la stessa superficialità che ne deriva a risultare, perciò, oggettivamente faziosa. Insomma, dalla perico- losa combinazione tra televoto e videopolitica, il rischio è che lo spettacolo prevalga sui contenuti, o che il mezzo possa fagocitare il messaggio. Tutto questo non avviene più, o avviene solo marginal- mente, nel campo dell’informazione politica in senso stretto. Così tutta la fiction, i programmi di intrattenimento e spettacolo, nonché la produzione culturale in senso ampio, finiscono per avere oggettivamente un peso politico forte, e ciò perché essi colgono il cittadino-spettatore con la guardia abbassata, oltrepassandone facilmente quella diffidenza che invece fa muro innanzi ai messaggi ufficiali e paludati della politica 11 . Sulla carta dunque, oggigiorno, più di quanto non fosse in passato, l’elettore sembra essere l’anello debole del processo elettorale. Più che in passato egli è esposto ad un’azione promozionale risolventesi in un mes- saggio roboante ma grossolano. Tuttavia, deve altresì considerarsi che la potenza del mezzo è un’arma a doppio taglio: essa “non si limita a santificare; dissacra. Non impone solo l’attenzione; regola la dimenticanza. Può creare regimi, ma anche minarli e perfino abbatterli. Accorciando i tempi della politica e forzandone il ritmo, i mass media abbreviano anche il ciclo della popolarità e del consenso. Secondo una ironica legge del contrappasso, le ragioni 10 FOLLINI, Il tarlo della politica, Milano, 1988. 11 “L’analisi del rapporto tra televisione e politica dovrebbe dunque soffermarsi sulle onde lunghe dei programmi, più che affannarsi a contare vincitori e vinti nella minuta cronaca quotidiana. Proprio perché il potere dello schermo non consiste tanto nel far prevalere questo su quello, ma nel fissare dei punti di riferimento cui l’uno e l’altro, almeno a grandi linee, finiranno per uniformarsi. Sotto questo profilo dobbiamo alla televisione, soprattutto nella sua versione commerciale, un codice di valori che sventolando le insegne della modernità e del rinnovamento arriva a coltivare il successo nelle sue forme più disinvolte, invita al gioco di prestigio, premia i risultati più clamorosi e immediati sulle costruzioni più valide e sofferte” (FOLLINI, op. ult. cit.).

Anteprima della Tesi di Pierpaolo Matarazzo

Anteprima della tesi: L'informatizzazione dell'attività amministrativa, Pagina 13

Diploma di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Pierpaolo Matarazzo Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

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