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L'informatizzazione dell'attività amministrativa

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realtà di provincia 6 e relegati a margine delle cronache politiche, senza riscuotere alcun apparente clamore. Nel contesto di un’analisi di taglio socio-politico, più che giuridico in senso stretto, sarà dunque necessario domandarsi perché un evento potenzialmente così rivoluzionario per la vicenda delle democrazie liberali passi poi in secondo piano rispetto alle priorità dell’agenda politica. Dal punto di vista puramente teorico, le conseguenze derivabili dall’applicazione dell’evento informatico al procedimento eletto- rale possono riassumersi: - nella riduzione dei costi; - nell’immediatezza del risultato; - nell’ampliamento delle possibilità di partecipazione. Valutandole analiticamente, v’è da dire che le argomentazioni più forti a favore del voto elettronico siano proprio quelle che fanno leva, almeno in linea di principio, sulla teorica possibilità di ampliare la base di partecipazione, pervenendo a risultati cono- scibili in tempo reale. Quanto al presunto risparmio di costi, in mancanza di dati ufficiali, di esperienze condotte su larga scala o quantomeno di una programmazione trasparente, esso è piuttosto dubbio. Al riguardo si deve anzi osservare che, verosimilmente, l’adozione del televoto richiede un investimento che sarebbe possibile ammortizzare solo nel corso di diverse legislature. Ma anche a voler ammettere che questo investimento fosse politica- mente proficuo e quindi economicamente opportuno, resterà ancora da valutare se, o in che misura, si perverrà effettivamente ad un risparmio, stante il fatto che, per quanto si dirà in seguito, altrettanto cogenti esigenze di sicurezza imporranno la necessità di conservare un certo numero di dati sul supporto cartaceo. Con- seguenza ne è che, laddove si volesse impostare il discorso su un piano prettamente economico, sarebbe facile eccepire la pos- sibilità della duplicazione di costi a cui si va incontro. Per questo, ma anche perché si potrebbe obiettare che nessuna spesa è mai troppo alta se giova a valorizzare la partecipazione alla vita pubblica, specie in un Paese come il nostro, la cui storia recente è stata segnata da un obiettivo logoramento nella stabilità del rapporto dei cittadini coi rispettivi rappresentanti, sembra utile 6 E’ stata Avellino la prima città europea ad avviare una sperimentazione di voto elettronico, in occasione del referendum costituzionale del 7 ottobre 2001. Per la prima volta in Italia tutti i votanti di un’intera sezione elettorale sono stati chiamati, su base volontaria, ad esprimere il proprio voto in un innovativo “seggio elettronico”. Gli stessi hanno pertanto effettuato una doppia votazione, sia in modo tradizionale che con la modalità elettronica, anche se l’unico voto valido era ancora quello espresso sulla scheda elettorale. In pratica si è potuto esprimere il voto senza obbligo di recarsi presso un seggio prestabilito. Si sono così remotizzati sia l’urna virtuale, collocata presso il Viminale, che il luogo dal quale votare. La sperimentazione è avvenuta nell’ambito del progetto E-poll finanziato dalla Commissione Europea.

Anteprima della Tesi di Pierpaolo Matarazzo

Anteprima della tesi: L'informatizzazione dell'attività amministrativa, Pagina 9

Diploma di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Pierpaolo Matarazzo Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

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