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"Beloved" di Toni Morrison: dalla pagina allo schermo

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CAPITOLO I 6 arte - come il montaggio o la mobilità della macchina da presa -, sconosciute al romanzo tradizionale 1 . La complessità del rapporto tra letteratura e cinema ha interessato e continua ad interessare studiosi di vari settori, dalla semiotica alla narratologia, dall’ermeneutica testuale alla teoria della traduzione. In particolare, un fenomeno molto interessante sul quale i critici si sono soffermati per indagare a fondo il rapporto tra le due arti è quello della trasposizione cinematografica di un testo letterario. La trasposizione, o adattamento, è un fenomeno antico quanto il cinema e in costante crescita: come ricorda Ross (1987: 1), il primo caso di trasposizione nella storia del cinema risale al 1896, quando Edison filmò The Kiss a partire dal racconto The Widow Jones. Negli anni ‘60 si stimava che circa il 40% dei film prodotti a Hollywood fosse ispirato ad un precedente letterario, mentre alla fine degli anni ‘70 i dati confermavano che oltre il 75% degli Oscar per la categoria ‘Miglior film’ fossero stati assegnati a trasposizioni di romanzi o racconti. Attualmente, pare che “almeno il 70% dei film (…) prodotti siano in varia misura debitori rispetto ad un racconto letterario” (Bussi, 1996: 14). Come spiegano Bussi (ibid.) e Peña Ardid (1992: 21-31), all’interno del dibattito sulla trasposizione si sono venute a delineare nel tempo due ‘scuole di pensiero’ principali e contrapposte. Da un lato vi sono coloro che si oppongono - per motivi diversi ma con la stessa veemenza - alla pratica dell’adattamento. Fra questi, alcuni sostengono “la generale superiorità della letteratura rispetto al suo derivato filmico” (Bussi, 1995: 13) - ora a causa delle supposte carenze espressive del linguaggio cinematografico, ora per le condizioni di produzione e ricezione del cinema, che, volente o nolente, è da sempre destinato a fare i conti con il ‘portafoglio’ delle case di produzione e i gusti di un pubblico di massa (Peña Ardid, 1992: 23). Altri, rifacendosi alle parole di Igmar Bergman - “Film has nothing to do with literature” (Ross, 1987: 1) - affermano l’assoluta impossibilità di un confronto tra le due forme d’arte, che, in quanto basate su codici espressivi – la parola da un lato, l’immagine dall’altro - radicalmente opposti, daranno vita ad opere completamente diverse tra loro e per questo da considerarsi del tutto autonome e incommensurabili (Bussi, 1996: 14). 1 Per un approfondimento sul tema dell’influenza del cinema sulla letteratura, vedi Peña Ardid, 1992.

Anteprima della Tesi di Alice Cominotti

Anteprima della tesi: "Beloved" di Toni Morrison: dalla pagina allo schermo, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Alice Cominotti Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

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