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Topografia ed urbanistica della città di Mantova

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Il governo della città fu organizzato, come per le altre città etrusche, in repubblica aristocratica retta da magistrati annui; era presente la classe dirigente a cui erano assoggettati i lavoratori agricoli, forse da identificare con popolazioni preesistenti all’insediamento degli Etruschi e da questi assoggettati in un secondo momento. Il dominio etrusco resistette a lungo, forse grazie al fatto che la città fosse protetta da efficaci difese naturali; a tal proposito ricordiamo il passo di Plinio che parla di Mantova come “sola reliqua”. La caratteristica configurazione peninsulare della città la rese una delle più munite fortezze italiane, ma ne ostacolò lo sviluppo urbanistico, che fu necessariamente volto in un'unica direzione, quella sud, attraverso la costruzione di varie cinte murarie. Mantova era come una sorta di isola rotonda, circondata da due rami del Mincio; il ramo di destra attualmente non esiste più; esso convogliava nella Val Paiolo formando uno stagno. Viene ricordato da Tito Livio ("Mantuae stagnum, effuso Mincio amni cruentum visum"XXIV, 10). Mantova per la natura del suo luogo non era un luogo idoneo alla formazione ed allo sviluppo di un nodo stradale, e rimase subordinata per questo motivo alla vicina Cremona.

Anteprima della Tesi di Francesca Velardi

Anteprima della tesi: Topografia ed urbanistica della città di Mantova, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Velardi Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4719 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.