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Il fenomeno del volo low cost in Europa: risvolti economici, sociali, turistici

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Introduzione INTRODUZIONE Nel panorama recente dell’aviazione civile, il segmento “low cost” ha recitato una parte significativa. Dapprima in America, poi anche nel Vecchio Continente, la filosofia “no frills” ha fatto proseliti. La formula low cost, che dimostra di essere aliena dalle negative ripercussioni della tragica attualità sul mondo dei trasporti, attrae un numero sempre maggiore di viaggiatori europei e possiede un enorme potenziale: nel 1992 il settore rappresentava un esiguo 0,4% dell’intero traffico continentale, coinvolgendo non più di 150 mila persone. Oggi, a 10 anni di distanza, si stima che la quota di mercato del no frills si attesti intorno all’8%: 30 milioni di Europei mostrano di gradire il nuovo modo di volare. Una crescita impressionante, favorita da un iter legislativo complesso, che ha potuto contare sull’esperienza d’oltre atlantico. Gli Stati Uniti, infatti, sperimentarono già alla fine degli anni Settanta la liberalizzazione dell’aviazione civile. Una lezione, quella americana, che risulta molto importante, alla luce dell’analogo processo di deregolamentazione in Europa, le cui fondamenta vennero gettate nel lontano 1957, con l’Atto di Istituzione della Comunità Europea. Presupposti che, tuttavia, rimasero sulla carta, fino alla rivisitazione dell’intera legislazione, avvenuta negli anni Novanta, con l’approvazione del “third package” nel 1992. L’Europa si allinea, formalmente, all’America, seppur con le dovute distinzioni. Sono sei, al momento, le compagnie aeree no frills operanti in Europa. La maggiore – e più “anziana” - è Ryanair, compagnia irlandese nata dal nulla. Oggi trasporta più di dieci milioni di passeggeri l’anno, con una crescita inarrestabile. Storica concorrente di Ryanair è EasyJet, non presente in Italia, che può vantare la flotta più giovane d’Europa. L’ultima nata è BMI baby, che ha iniziato le operazioni nello scorso Marzo 2002. A testimonianza della portata del fenomeno, la nuova compagnia ha trasportato 50 mila passeggeri nel suo primo mese di attività, una cifra straordinaria. Le compagnie low cost europee devono il proprio successo all’antesignana Southwest Airlines: il vettore americano ha saputo sfruttare la nuova era dell’aviazione civile statunitense inaugurando una formula vincente, basata sulla riduzione dei costi operativi - primo tra tutti quello relativo all’utilizzo dei canali di intermediazione - senza mai indulgere agli standard di sicurezza. Oggi, quella formula è alla base del successo delle “sorelline” europee, che sognano di raggiungere i risultati della major americana: oltre 60 milioni di passeggeri trasportati, 13 anni consecutivi di profitti.
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Il fenomeno del volo low cost in Europa: risvolti economici, sociali, turistici

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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Colombo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Economia e gestione dei servizi turistici
  Relatore: Andrea Macchiavelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

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