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Il fenomeno del volo low cost in Europa: risvolti economici, sociali, turistici

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Introduzione Sarebbe, tuttavia, riduttivo, pensare al low cost come ad un fenomeno circoscrivibile all’ottica del taglio alle voci di spesa. La partita si gioca su più livelli: dalla scelta degli scali aeroportuali all’impiego delle risorse umane e tecniche; dal marketing attraverso Internet alla gestione della pubblicità. Il connubio che lega le compagnie no frills al canale telematico è inscindibile: Internet è utilizzato per vendere (le low cost non usufruiscono delle agenzie di viaggi), per gestire la domanda (sistemi di yield management), per conoscere la propria clientela, per combattere la concorrenza, per promuovere la propria immagine e, soprattutto, le proprie tariffe. Un aspetto singolare, poi, è dovuto al fatto che il low cost non toglie passeggeri alle compagnie tradizionali: genera, esso stesso, un forte flusso sul mercato. Si spiega, quindi, il fatto che siano in molti ad invocare lo stabilirsi di una compagnia no frills in un determinato scalo aeroportuale: l’indotto che si genera investe l’intera area interessata. Il volo a basso costo consente di volare a molte persone che non avrebbero mai preso un aereo. Del resto, chi potrebbe ignorare un volo per Londra a 50€ andata e ritorno? Non è improprio parlare di “rivoluzione sociale” in riferimento al fenomeno del volo a basso costo. Certo, in Italia ciò parrebbe senz’altro enfatico. Tuttavia, in Gran Bretagna, c’è chi comincia a interrogarsi sulla portata sociologica in esso insita. I Britannici stanno sperimentando quel “pendolarismo internazionale” che, fino a pochi anni fa, era prerogativa di pochi, danarosi uomini d’affari. Non ha più nulla di straordinario, ormai, recarsi al lavoro in un Paese europeo, per fare ritorno al proprio, in giornata. Cresce, con ritmo deciso, la quota business sui voli low cost, nati per una clientela leisure, attratta dalle tariffe super scontate. Ma ora, un risparmio cospicuo sui frequenti viaggi d’affari è una opportunità che non può essere ignorata, nemmeno dal più ricco manager. Low cost e turismo vanno, spesso, a braccetto. Esistono connessioni più che evidenti tra le nuove tendenze dell’industria turistica ed il successo della nuova formula. L’affermazione del viaggiatore indipendente, lo scaglionamento delle vacanze, la diffusione del city break: è ancora la Gran Bretagna ad aprire la strada, ma c’è da scommettere che l’Italia si adeguerà presto (lo sta già facendo, in certi casi). Il low cost favorisce il turismo “mordi e fuggi”, sempre più gradito; meglio ancora se a prezzo stracciato. Il futuro sembra roseo, quindi, anche se la crescita dovrebbe continuare a questi ritmi solo per i prossimi quattro – cinque anni. Tuttavia, le potenzialità sono davvero enormi. Basti pensare all’area dell’Est europeo: un allargamento dell’Unione Europea ai Paesi orientali aprirebbe un bacino cospicuo per le nuove compagnie. E poi c’è l’Italia, per il momento soltanto sfiorata

Anteprima della Tesi di Paolo Colombo

Anteprima della tesi: Il fenomeno del volo low cost in Europa: risvolti economici, sociali, turistici, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Paolo Colombo Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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