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L'analisi d'impatto della regolamentazione

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5 La scelta tra le due soluzioni spetta all’assemblea, su proposta del presidente, alla Camera e al presidente al Senato. Peraltro, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso o votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Attualmente le commissioni permanenti sono quattordici alla Camera e tredici al Senato. Ognuna si occupa di determinate materie che spesso coincidono con le competenze di uno o più Ministeri. Esse sono composte in modo da “rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari” secondo quanto l’art.72 della Costituzione prescrive, sicchè ognuna di esse riproduce, in piccolo, la composizione politica della Camera alla quale appartiene. Lo spirito con il quale i costituenti hanno deciso di pervenire alla istituzione delle commissioni è quello di snellire l’iter legislativo soprattutto in presenza di un sistema bicamerale perfetto e allo stesso tempo di permettere, attraverso le specifiche competenze di singoli parlamentari, di giungere ad una formulazione del testo normativo qualitativamente buona ed efficace. Le commissioni che operano in sede referente non hanno poteri decisionali, nel senso che non possono approvare la legge ma se essa dopo una attenta fase di istruttoria boccia il progetto, il procedimento legislativo di fatto si estingue. La commissione può dunque decidere in negativo. Attraverso la legge costituzionale del 18 ottobre 2001 n°3 il Parlamento italiano ha attribuito alle Regioni ulteriori competenze legislative ed amministrative e pertanto posto le basi per una svolta verso uno stato federale. Il testo del nuovo art. 117 cost. enumera una serie di materie la cui disciplina è demandata alla competenza esclusiva dello Stato sono quindi individuate una seconda serie di materie – dette di legislazione concorrente – per le quali è attribuita alle Regioni la potestà legislativa, salvo per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Su tutte le materie non elencate la potestà legislativa spetta in via esclusiva alle Regioni. Il sistema di riparto delle competenze normative è completato dal principio di attribuzione del potere regolamentare. Allo Stato spetta emanare i regolamenti nelle materie di competenza esclusiva, salva la possibilità di delega alle Regioni, mentre alle Regioni spetta la potestà regolamentare in ogni altra materia (e quindi anche in quelle di competenza concorrente). Ai Comuni, alle Province e alle città metropolitane spetta la potestà regolamentare per la disciplina riguardante l’organizzazione e il funzionamento delle competenze loro attribuite. Dal 2001 le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano hanno visto aumentare le competenze legislative esclusive e il potere regolamentare soprattutto nelle materie come l’industria e l’artigianato e in generale per tutte le attività produttive.

Anteprima della Tesi di Fabrizio Pezzuolo

Anteprima della tesi: L'analisi d'impatto della regolamentazione, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Fabrizio Pezzuolo Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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