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Impatto di un velivolo contro un grattacielo: considerazioni strutturali preliminari

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1 Introduzione 3 aperti, ma non sufficientemente larghi da permettere una combustione ampia e senza limitazioni. La prima tipologia è generalmente di breve durata e la sua intensità viene facilmente controllata dai dispositivi anti-incendio automatici, mentre la seconda ha una durata media maggiore. Negli spazi ampi spesso succede che le due tipologie di fuoco si alternino o addirittura coesistano, in zone diverse. Per nessun edificio civile è prevista l’inclusione di carichi eccezionali, quali quelli dovuti a possibili atti terroristici e di guerra oppure a incidenti casuali, quali quello occorso al grattacielo Pirelli. Tale possibilità finora era stata inclusa solamente nel caso di edifici che richiedessero un alto livello di sicurezza, come le ambasciate, le strutture di difesa militare o le centrali nucleari. Le Torri del WTC [1] sono state le prime strutture civili, nel cui progetto venne considerato l’impatto di un velivolo. Nelle analisi progettuali per le Torri del WTC, fatte negli Anni ‘60, si suppose che un Boeing 707, perso nella nebbia, cercasse di atterrare al vicino aeroporto e potesse invece colpire una delle Torri, sulla base di quanto accadde il 28 luglio 1945, quando un bombardiere B-25 Mitchell colpì l’Empire State Building. D’altronde i Boeing 767-200ER, che l’11 settembre 2001 colpirono entrambe le Torri, erano considerevolmente più grandi, con masse maggiori e velocità più alte del Boeing 707, considerato in fase di progetto. Infatti allora si considerò un Boeing 707 con una massa di 120 t, una velocità, in avvicinamento all’aeroporto, di 290 km/h e i serbatoi quasi vuoti, mentre i Boeing 767-200ER dell’attacco terroristico avevano una massa di 125 t, una velocità di impatto tra i 756 e i 950 km/h e circa 38000 l di carburante nei serbatoi. La decisione di includere l’impatto di un velivolo, nei parametri di progetto di un edificio, chiaramente porterebbe ad una maggiore variabilità del progetto, che richiederebbe un costo di realizzazione molto elevato. Infatti questa soluzione esigerebbe l’analisi dell’intera gamma di velivoli esistenti, con variabili condizioni di volo, vale a dire diversificando la velocità del velivolo, la sua massa, la massa del combustibile, oltre all’angolo e all’altezza dell’impatto. Le possibilità di un edificio di resistere all’impatto di un velivolo diminuiscono all’aumentare delle dimensioni e della velocità dell’aeromobile. Nel 2006, per esempio, dovrebbe essere varato l’Airbus A380, che avrà una massa e una capacità, in termini di combustibile, che sono approssimativamente tre volte quelle del Boeing 767-200ER. E’

Anteprima della Tesi di Chiara Grugni

Anteprima della tesi: Impatto di un velivolo contro un grattacielo: considerazioni strutturali preliminari, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Chiara Grugni Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

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