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L'emigrazione ed il frontalierato in provincia di Sondrio

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9 contro le pestilenze e promosse crediti fondiari e mutui agli Enti Locali per opere pubbliche attraverso la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde. Il principale prodotto agricolo della provincia che godeva ancora di un elevato grado di commerciabilità era la viticoltura. Nel 1874, essa superò i livelli di produzione del periodo precedente la crisi, raggiungendo una media di circa 120000 ettolitri, rispetto agli 80000 precedenti. Tuttavia, se negli anni ’70 la situazione è soddisfacente dal punto di vista della produzione, non si può dire altrettanto per quanto riguarda lo smercio del prodotto. La viticoltura, infatti, viene a trovarsi in forte difficoltà a causa dei maggiori costi di produzione rispetto a quelli di altre zone e della concorrenza sul mercato svizzero, lo sbocco internazionale più rilevante per i cittadini della zona, dei vini francesi, sul piano qualitativo, e dei vini ungheresi, su quello dei prezzi. Su questo quadro incideva, poi, l’avvenuta realizzazione di nuove vie ferroviarie: una vasta rete che “permette ai vini francesi e di altre provenienze di soppiantare i vini valtellinesi sul mercato svizzero” 20 . Anche per quanto riguarda il mercato lombardo la situazione non è delle più rosee in quanto i vini valtellinesi non riescono a sostenere la concorrenza dell’enorme quantità e varietà dei vini mantovani, modenesi e piemontesi venduti a bassissimi prezzi. Dopo questi anni, perciò, il problema principale per gli agricoltori valtellinesi è quello di diversificare la produzione cercando di cogliere le opportunità migliori anche in relazione alla conformazione del territorio, evitando così di concentrare gli sforzi solamente sulla viticoltura. A partire dal 1881, iniziano a prendere consistenza alternative concrete, anche sotto il profilo mercantile. Per quanto riguarda la zootecnia, in passato importante voce dell’economia locale, la situazione versa in condizioni di pesante degrado, dovuto alla crisi generale di cui si è detto: la popolazione valtellinese è perciò costretta ad importare, dal Tirolo e dalla Svizzera, una notevole quantità di carne da macello per consumo interno. Si pensi che, solo vent’anni prima, la valle aveva un’importante ruolo di esportatrice. Negli anni 1870/’74, la situazione è positiva solamente per quanto riguarda la produzione dei bozzoli per l’industria della seta che raggiunge il livello record di 180000 Kg, 20 De Bernardi L., Lineamenti dello sviluppo, cit.

Anteprima della Tesi di Maddalena Schiantarelli

Anteprima della tesi: L'emigrazione ed il frontalierato in provincia di Sondrio, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Maddalena Schiantarelli Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

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