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Ein Brief di Hugo von Hofmannsthal e le sue traduzioni italiane

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17 convinzione che il creato sia comunque da aufschließen 33 , da decifrare; nella preesistenza ciò può avvenire grazie alle cose stesse, che sono per Chandos la chiave per penetrare ins Innere der Dinge. Dopo il passaggio all’esistenza, in cui è ormai impossibile per il Lord formulare qualunque tipo di giudizio, è il suo stesso corpo a fornirgli la chiave, il cifrario per accedere al mistero dell’esistenza, anche se questo avviene solo in certi momenti che egli non può assolutamente controllare. Il termine preesistenza è stato coniato dallo stesso Hofmannsthal e su questo concetto egli richiama l’attenzione nell’Ad me ipsum, considerandolo uno strumento indispensabile per comprendere la sua opera. Alla base di tutto è ancora ravvisabile quella concezione della realtà come armonia di cui tuttavia, già nelle opere prima di Ein Brief, lo scrittore stesso coglie il profondo carattere astratto e potenzialmente insidioso 34 . L’abbandono definitivo della preesistenza sopraggiungerà, nella Lettera, insieme alla radicale sfiducia nella parola. Da giovane Chandos aveva pienamente goduto di quello stato, «tanto a fondo da pervenire a quel punto dell’interiorità in cui l’assidua osservanza del principio nosce te ipsum […] gli aveva schiuso dinanzi agli occhi il baratro del «Non più Io». Aveva toccato in tal modo il nodo nevralgico della coscienza in cui l’uomo s’avvede della distinzione – e addirittura della frattura – fra sé e il mondo e dal mistero del mondo si sente dominato. […] L’Io non è più il centro unificatore dell’universo, ma si trova in balia di un inconoscibile di cui avverte l’incontrollabile potenza. Allo stato d’animo d’armonia dominata dal logos, fa seguito la più stridente disarmonia da cui l’uomo può essere assalito 35 ». Mirabile esempio di questo sentimento è la suggestiva immagine dei ratti che, all’improvviso, assale e tormenta Chandos. È quindi da tutto questo che nasce, per il Lord l’esigenza del silenzio e che invece si preannuncia, per Hofmannsthal, la possibilità di superare la crisi. Per la persona di 33 Durante l’analisi del testo emergerà come questo verbo sia una costante, presente in tutta la lettera. 34 «Nelle annotazioni dell’Ad me ipsum Hofmannsthal avverte che la preesistenza è uno stato di gloria, sì, e tuttavia cela le sue insidie. È uno stato di «magia pura e semplice», ma chi ne gode – è l’esperienza stessa di Hofmannsthal, teme di assumerlo come diletto fine a se stesso. La preesistenza beatifica e tuttavia […] deve essere esorcizzata perché l’esistenza non inaridisca nella menzogna. […] Egli viveva in un mondo che non andava oltre i confini di lui stesso. Il mondo era per lui completamente assorbito dall’Io, l’Io era universo. A liberarlo da quello squilibrio interverrà la coscienza della morte.» [BELLINCIONI, MARIA, Carceri del pneuma. Saggio su Hofmannsthal, Brescia, Paideia, 1984, p. 55.] 35 ivi, p. 63.

Anteprima della Tesi di Laura Franco

Anteprima della tesi: Ein Brief di Hugo von Hofmannsthal e le sue traduzioni italiane, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Franco Contatta »

Composta da 265 pagine.

 

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